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Bari – Il tempo non perdona, occorre far presto

Come spesso è accaduto al Bari negli ultimi anni, anche stavolta gli tocca correr velocemente prima del dannato gong che appare molto vicino, differentemente dalla “cosa” barese, ancora in cantiere, che appare ancora lontana dal traguardo.

C’è da dire, tuttavia, che chi di dovere ce la sta mettendo tutta – ci riferiamo al Sindaco Decaro – con abnegazione, definendo la faccenda con scrupolo sentendo ed incontrando i vari pretendenti al trono barese, con un pizzico di preoccupazione perché nessuno vorrebbe essere al suo posto quando dovrà scegliere l’investitore più affidabile.

Attorno al Bari, da qualche settimana, c’è un nuvolo prevedibile di api impazzite alla ricerca di un alveare dove poter deporre il loro miele. Api alla ricerca di visibilità ma anche api laboriose e meritevoli del massimo rispetto.

Il tempo, però, non perdona e siccome si è già in netto ritardo rispetto alle altre, occorre far molto presto.

Il primo passo è quello di scegliere il gruppo più consono alle esigenze del calcio barese, naturalmente per la serie D perché le chance per un ripescaggio in C sono molto scarse. Occorre rifondare tutto, partire da zero a cominciare dall’acquisto delle divise con cui giocare, dalle attrezzature ginniche, dalle scarpe, quindi occorre comporre una rosa possibilmente competitiva che riesca a vincere senza tanti spasmi il torneo, occorre reperire un allenatore. Insomma, c’è da fare tutto ed il tempo stringe. E la città del tifo, ma anche quella laica, si sta mostrando moderatamente preoccupata anche se siamo certi che una volta risolto tutto, si mostrerà vicina alla nuova società. Tra l’altro, con una nuova società eventualmente non barese, la tifoseria si auspica un cambiamento radicale a cominciare dalle vecchie logiche clientelari che tanto hanno danneggiato il club nel corso degli anni passati, con chi faceva di tutto per saltare sul carro per ambire ai posti di comando, con chi si concedeva pur di avere un riscontro, coi biglietti distribuiti qua e là per riaffermare le logiche di potere verso i sudditi, insomma, le solite vecchie cose baresi.

I pretendenti. Sembra più vicina l’assegnazione del club a Radrizzani e a Napoli che, nei vari sondaggi sui social, appaiono come quelli più scelti dai tifosi perché, secondo loro, darebbero maggiori garanzie in quanto l’uno è già esperto di società calcistiche (Radrizzani), l’altro (Napoli), pur essendo un imprenditore valido, è anche tifoso del Bari, insomma il giusto mix per far innamorare i tifosi.

Questi due stanno ultimando i colloqui per costituire una società che possa investire quanto necessario per i prossimi quattro-cinque anni. A loro due potrebbe subentrare un terzo investitore ed un quarto barese dalle eccellenti potenzialità che ha, però, le sue attività al Nord Italia (Amenduni?).

Nel caso in cui la trattativa dovesse concretizzarsi, i posti sarebbero già affidati: la direzione tecnica verrebbe affidata a Nicola Legrottaglie, ovvero colui il quale ha reperito il duo imprenditoriale, mentre per quanto riguarda la panchina, il nome più gettonato sarebbe quello di Davide Dionigi, ex del Bari di qualche lustro fa, oggi allenatore. Come secondo di Dionigi si accomoderebbe in panchina Lorenzo Sibilano che ha già diviso la stessa con Dionigi in altre società, mentre non circola alcun nome come Direttore Sportivo, ovvero la figura più importante in quanto dovrà scegliere, in base al budget, la rosa che comporrà la squadra.

L’ipotesi, tuttavia, della cordata di imprenditori baresi non rimane, di certo, a guardare. Loro sono sempre attivi come un vulcano, pronti a dare una mano concreta alla rinascita del calcio cittadino e, alleati come non mai, in giornata fonderanno di fatto la nuova S.S. Bari 2018. E al di là del numero dei componenti, il capitale sociale sarà di un milione e cinquecento euro.

I tre rappresentanti della società, il Professor Giannelli, il Dottor Danisi e l’Avvocato Di Cagno hanno già dato la disponibilità al Sindaco.

Tuttavia son sempre lì, nel gruppo a tirare la volata, altri gruppi pretendenti al trono, gruppi peraltro, già noti a tutti: il rappresentante legale, Avvocato Monachesi, della multinazionale tedesco-marchigiana, l’imprenditore Blasi e l’ormai imperituro Canonico. Mentre appaiono distaccati di parecchio l’imprenditore barese-cinese Brienza e tutti gli altri.

E mentre si assiste alla fuga di massa dei giovani biancorossi (insieme ai “big”) verso altri lidi, c’è chi ha giurato amore verso i colori biancorossi, ci riferiamo ad Andrada e a Nenè, e c’è, invece, chi si auspica di far rimanere a Bari Ciccio Brienza che, a quarant’anni suonati, potrebbe concludere la carriera a Bari. Un po’ sulla falsa riga di Lucarelli a Parma. E se dovesse andare in porto, sarebbe un bel segnale a tutti gli altri ragazzi baresi che han deciso di staccare la spina dei colori biancorossi.

Massimo Longo

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