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Di Maio rilancia sulla rete unica

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“Grande attenzione del Governo”

Digital Economy

L’audizione alla Camera sulle strategie per Tlc e comunicazioni, il ministro dello Sviluppo guarda a un “modello wholesale only in grado di consentire agli operatori di competere sul terreno dei servizi”. Sul 5G: “Nessun ritardo, ora tavolo di coordinamento tra i soggetti interessati”. Liberazione 700 Mhz “nei tempi stabiliti”. Via alla spectrum review. Negoziati con la Difesa per le frequenze in banda 3,4-3,6 “da mettere a gara”

“Negli ultimi anni gli attori pubblici interessanti e gli operatori del settore hanno contribuito alla realizzazione degli obiettivi  prefissati. Guardiamo con interesse ad iniziative volte alla creazione di una società della rete unica sul modello ‘wholesale  only’ in grado di consentire agli operatori di competere sul terreno dei  servizi”. Lo ha detto il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di  Maio, nel corso di un’audizione alla Camera sulle linee programmatiche in  materia di poste e telecomunicazioni.”Noi guardiamo al modello Open Fiber, ma il tema va affrontato dal punto di vista della strategicità di quell’infrastruttura e di sovranità del Paese, se è solo un’operazione economica andiamo fuori strada. E’ intenzione del governo affrontare questo dossier”.

“E’ urgente per l’Italia costruire le nostre autostrade digitali – ha detto il ministro -. Nel dopoguerra le basi per il miracolo economico furono gettate con le infrastrutture stradali e i cavidotti. Il prossimo miracolo economico dovrà basarsi sull’alta velocità digitale. Vogliamo investire tutte le risorse a nostra disposizione sulle tecnologie del domani: banda ultralarga, 5G, blockchain, Intelligenza artificiale, Quantum computing”.

“Nessun ritardo sul 5G, tecnologia abilitante della quarta rivoluzione industriale” ha assicurato il ministro annunciando che nei prossimi giorni il Mise pubblicherà la “road mapcosì da assicurare il termine ultimo stabilito dall’Europa, il 2022”. Del resto il Mise ha pubblicato l’avvio della gara concludendo un “percorso – ha ripetuto – fatto dal precedente governo, di cui do atto a Giacomelli”.

“L’asta 5G sarà chiusa entro settembre” ha detto fugando dubbi su possibili ritardi e sulle problematiche sollevate da più parti. Il governo “punta a contabilizzare 2,5 miliardi entro l’anno”.

La segnalazione inviata da Agcom non porterà a ritardi: “Verrà avviato un tavolo di coordinamento tra tutti i soggetti interessati così che il percorso di trasformazione del sistema radiotv e il trasferimento delle frequenze nella banda 700 Mhz avvenga senza ritardi rispetto alle scadenze prestabilite”, assicurando nello stesso tempo “l’obiettivo di bilancio e le esigenze legittime di tutti gli attori”.

“A chi mi dice aspettiamo un po’ per la gara – ha detto -, questioni note, politiche, ho preferito cominciare a mettere subito in moto la gara evitando uno stop. Gli incontri che faremo nei prossimi giorni con gli operatori e interventi regolatori e normativi potranno evitare qualsiasi problema e mandare la gara in porto”.

In questo ambito il Mise “vuole procedere a una spectrum review diretta a migliorare l’allocazione dello spettro anche al fine di reperire ulteriori risorse finanziarie”. Risulta, dice Di Mario, “che diversi soggetti pubblici in primis il ministero della Difesa e quello degli Interni così come alcuni privati utilizzino diverse parti spettro in modo non ottimale”.

Obiettivo in particolare circa 70 Mhz nella banda 3,4-3,6 Ghz, ora in mano alla Difesa, che risultano “di interesse commerciale”. Di Maio punta a “liberarli” per destinarli “a una ulteriore gara: la stima possibile degli introiti ovviamente sarà possibile solo dopo l’asta 5G”. Via dunque a un processo di interlocuzione con il ministero così da procedere a una trattativa “attesa da molti anni”.

Sul capitolo Tv locali “vogliamo accelerare l’erogazione dei contributi relativi alle annualità 2017-2018 – ha detto Di Maio – comprendendo che, allo stato attuale, tali contributi sono determinanti per la sopravvivenza di molte realtà radiotelevisive locali”. “Al contempo – ha aggiunto – intendiamo rafforzare i controlli sull’utilizzo dei contributi concessi e favorire processi di trasformazione tecnologica da parte degli operatori radiotelevisivi locali nella consapevolezza che il mercato richiederà forme di aggregazione tra emittenti locali, una digitalizzazione dei servizi e la garanzia della qualità dei contenuti, anche informativi, offerti ai cittadini da queste importanti realtà”.

Sul fronte emissioni elettromagnetiche nessuna intenzione di modificare i limiti: “Non ci deve imbarazzare – dice Di Maio – che l’Italia abbia questo tipo di tetti: sul tema siamo rigidi. Cerchiamo stimolare un dibattito in Europa in modo che il tema non venga affrontato solo sìin ambito 5G ma sull’intero ambito tecnologico”.

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