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Il Bari risorge dalle ceneri con tre nuove società

Una certezza: il Bari c’è, è vivo, e lotta insieme a noi. Magari tirato a lucido, resuscitato dalle ceneri provocate dall’uomo di Molfetta, ma come un neonato di ottocento grammi, paffuto ed in salute, c’è. In barba a chi lo ha colpito ed affondato. E’ risorto. Anzi, a volerla dire tutta, ne son risorti tre di nuovi Bari, tre società che, per adesso, bene o male, han dato dimostrazione di affetto e di coraggio nel voler ripartite da zero per salpare per il terribile Acheronte dell’inferno dantesco per giungere un giorno, chissà, sulle rive più agili del Lete. E forse l’eclissi di luna vista da tutto il mondo ieri era, luna straordinaria come la storia biancorossa, ne è stato un piacevole presagio, come se si volesse dimostrare che la Luna potrà essere sempre coperta da coni d’ombra ma la sua struggente bellezza, soprattutto col vestito rosso da sera, rimane sempre inalterata. Come il Bari.

Ieri, dunque, ben tre società si sono costituite con l’obiettivo di partecipare alla manifestazione d’interesse voluta dal Sindaco Decaro, volta a rilevare il titolo sportivo, al momento, di pertinenza dello stesso Sindaco barese. E martedì prossimo è l’ultimo giorno per presentare le brochure che in un secondo momento verranno esaminate da una commissione di esperti insieme a Decaro.

Dunque si diceva delle tre cordate che, fino adesso, hanno dato concretezza alla causa biancorossa: si tratta della cordata di imprenditori baresi, quella di Monachesi e l’altra di Canonico, indomito imprenditore barese che imperituro, non vuol farsi sfuggire l’osso.

Otto gli imprenditori baresi che hanno fatto nascere la Società Sportiva Dilettantistica Bari 2018, vale a dire, Angelo Disabato dell’Ariete Società Cooperativa, Francesco Rossiello della Assitrade Srl, Giuseppe Volpe della Lucente Spa, Eugenio Bernard della Fratelli Bernard Srl, Sebastiano Ladisa della Finland Srl, Domenico Di Paola della Merula Spa, Raffaele Catalano dell’Assidea Srl e Antonio Vasile. Ognuno di loro ha versato 80 mila euro per un totale di 640mila euro come capitale sociale con la possibilità di ampliare la stessa cifra fino ad 1,5 milioni nell’eventualità il titolo ricadesse su questa. Le deleghe della società saranno in mano a Gianvito Giannelli, Marcello Danisi, già curatori fallimentari del Bari dei miracoli, e Gianni Di Cagno, avvocato tifosisimo del Bari.

A Milano, invece, ieri pomeriggio, si è costituita la Associazione Sportiva Bari 1908 costituita dall’avvocato marchigiano Fulvio Monanchesi che, al momento, detiene il 70% delle quote mentre il restante 30% è nelle mani dell’avvocato Emiliano Nitti. Un progetto intrigante, questo, in quanto ci sarebbero 2,5 milioni di capitale di ingresso nel momento in cui il titolo dovesse passare a costoro ed un sostegno finanziario di un fondo americano e di due holding internazionali. Vale a dire il Gruppo Malavolta, leader nel settore dei fabbricati in cemento, e la società tedesca Enernovum gravitante nell’area energetica. L’asseto societario sarà composto da Enrico Tatò nel ruolo di presidente, e l’allenatore Vincenzo Torrente in quello di allenatore. Ci sarebbe anche la volontà di coinvolgere Giorgio Perinetti nell’assetto dirigenziale che, tuttavia, potrebbe limitarsi ad avere un ruolo distaccato come quello della mera consulenza essendo, il DS, ancora legato al Genoa. E sempre nel progetto marchigiano-tedesco, v’è la volontà di ristrutturare il San Nicola e il Della Vittoria, quest’ultimo nel caso, oggettivamente prevedibile, si dovesse giocare in serie D dal momento che, da una prima valutazione, servirebbero “appena” 800mmila euro per riattivarlo.

Si diceva di Canonico che non si tira indietro. Sicché, dopo essersi fatto una ragione sulla impossibilità di trasferire il titolo biscegliese a Bari, lunedì prossimo istituirà l’Associazione Sportiva Dilettantistica Bari 1908 con a capo Vito Laruccia e coordinato da alcune vecchie glorie del calcio barese come Sandro Tovalieri, Totò Lopez, Michele Armenise e Pietro Maiellaro.

Uu passo indietro rispetto alle aspettative sembrano aver compiuto Radrizzani e Napoli le cui riserve non sono state ancora sciolte.

Da segnalare qualche timido interesse proveniente da presidenti della serie A come Cairo, Ferrero, Lotito e De Laurentis, ma per il momento si tratta soltanto qualcosa di più di una mera voce.

Nel frattempo Giancaspro dopo il CdA tenutosi ieri a Roma per avviare la procedura di messa in liquidazione, con un ennesimo provvedimento discutibile, si è auto nominato liquidatore della società.

Insomma, nonostante l’uomo di Molfetta, il calcio a Bari non è morto, né morirà. Si tratta di calarsi con estrema umiltà nella categoria della D e con la consapevolezza di essere pur sempre “il Bari”. Senza timori e soprattutto senza alcuna vergogna. Altrimenti non si andrà lontano. E questo vale anche per i tifosi che alle prime difficoltà che incontrerà il Bari, non dovranno criticarlo in quanto, differentemente da altre compagini che hanno effettuato il ritiro e sono già a buon punto con la preparazione, il Bari, che è ancora a zero con l’area tecnica, avrà sicuramente dei problemi all’inizio.

Massimo Longo

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