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“Eros e Thanatos” protagoniste dell’estate novarese

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Nonostante è estate e tutto rallenta, il mondo della cultura e dell’arte a 360° continua a fermentare nuove idee creative grazie all’operato dell’associazione culturale Le Rêve di Novara. Presso la sua sede in Via Monte San Gabriele n° 13, in questi mesi fino ad Ottobre, avranno luogo un ciclo di eventi di in cui la poesia, la fotografia e il teatro saranno protagonisti.

Il progetto intitolato “Eros e Thanatos” è articolato da tre eventi (il primo ha avuto luogo lo scorso 10 Luglio )ed è  nato da un’approfondita ricerca teatrale sulla Morte che è stata effettuata nei mesi scorsi dalla compagnia “L’Impronta” di Novara. Questo progetto creativo dimostra come le diverse forme artistiche possono contaminarsi tra loro e creare sinergie ed esperienze significative che lasciano il segno in chi le organizza e soprattutto in chi vi partecipa. Il progetto ha visto la partecipazione di artisti, poeti, fotografi e scrittori provenienti da tutto il territorio nazionale come il fotografo Sergio Panero.

In vista del prossimo appuntamento che è stato rinviato a settembre incontriamo la presidentessa dell’associazione le Rêve di Novara, attrice teatrale e curatrice dell’evento, Sara Cavazzin che, con molta passione e un contagioso entusiasmo, ci parla di com’è nato il progetto, di come si sta evolvendo  e di come la tematica che fa da filo conduttore sia fonte di ispirazione per il mondo culturale odierno.

1)Com’è nata l’idea di questo ciclo di eventi chiamato “Eros e Thanatos”?

Il progetto “Eros e Thanatos” nasce da un idea teatrale della compagnia L’Impronta, interna alla nostra associazione culturale Le Rêve, nell’ottica di un’approfondita ricerca teatrale sul tema della Morte. Abbiamo voluto iniziare a sviluppare questo argomento nel modo più ampio e inclusivo possibile cercando di abbattere il grande tabù occidentale tramite l’arte, la cultura, il dialogo e la convivialità inserendolo in un ciclo di aperitivi culturali corredati da mostre fotografiche e letterarie, reading teatrali e dibattiti aperti.

2) Quali sono stati i criteri di selezione delle opere esposte durante la mostra artistico- letteraria?

Le opere letterarie e fotografiche esposte devono rispondere, oltre ad una correttezza formale ed estetica, al tema proposto e saper delineare i tratti peculiari della Pulsione di Vita e della Pulsione di Morte. Sono tutte opere intense e profonde, benché molto diverse tra loro.

3) Qualche anticipazione su questo secondo evento…

Abbiamo posticipato il secondo evento a settembre, al fine di favorire la più ampia partecipazione possibile e valorizzare al meglio i contenuti e le opere esposte. In merito posso dare ben due anticipazioni: in primis ci tengo a dire che ad agosto il progetto non si fermerà, io stessa avrò infatti premura di scrivere alcuni articoli che presenteranno tutti i temi trattati e i testi letti durante il primo evento, sarà così possibile leggerli e seguire anche a distanza l’evento tramite il nostro blog: www.reverieslereve.blogspot.com. In secondo luogo, posso anticipare che il reading che a luglio ha presentato la Pulsione di Vita e la Pulsione di Morte tramite quattro grandi personaggi femminili della storia del teatro (la signorina Julie di Strindberg, Giulietta e Ofelia di Shakespeare e Nina di Checov), sarà questa volta frutto di una ricerca sul mondo teatrale declinato al maschile.

4) Freud sosteneva che è insito nella psicologia umana vivere questo continuo duello tra “le pulsioni di vita” (Eros) e le “pulsioni di morte” (Thanatos). Per gli artisti questa contraddizione umana è fonte di ispirazione. Cosa ne pensi?                     

Penso che sia assolutamente così: l’arte nasce e vive nella contraddizione della condizione umana. Aggiungo che solo attraverso l’atto creativo si può ottenere la conciliazione perfetta di queste due sfere pulsionali.

5) Che ruolo può avere la cultura nell’alleviare le pulsioni autodistruttive (Thanatos) dell’uomo moderno?

La cultura, tanto quella umanistica quanto quella scientifica, è ciò che ci permette di conoscerci e di conoscere tutto ciò che ci circonda: di prendere perciò coscienza e autocoscienza. L’arte, in quanto sintesi della parte emotiva/pulsionale e di quella razionale/tecnica dell’essere umano, non può esistere senza cultura. Se assumiamo quindi che per uscire dalla Pulsione di Morte -e quindi dalle pulsioni distruttive e auto-distruttive- è necessario integrare Thanatos alla Pulsione di Vita e mantenere sempre viva e vivificante questa integrazione rendendo le due pulsioni non più duali ma diadiche, e che ciò può avvenire esclusivamente grazie all’arte e all’azione creativa, è evidente che la cultura sia cruciale per uscire da dinamiche violente, distruttive o auto-distruttive che siano.

6) Raggiungere un equilibrio tra queste due pulsioni è utopia o realtà concreta?

È utopia se pensiamo all’equilibrio come ad una condizione stabile e perenne. La parola “equilibrio” in sé trattiene sempre un principio d’instabilità, un retroterra di disequilibrio. Se invece accettiamo che, come la Volontà di Potenza nietzschiana, l’integrazione di queste due pulsioni sia intesa come un groviglio di serpi a più teste che lottano, vincono e perdono, in un continuo mutare e, su questo groviglio di forze in costante mutamento, costruiamo il nostro equilibrio possiamo iniziare a rendere la vita stessa un perenne atto creativo.

Mariangela Cutrone

 

 

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