Ambiente

Piu’ di 140 morti per il sisma in Indonesia

Esodo dei turisti. ‘un boato, scene apocalittiche e paura tsunami’

“Abbiamo vissuto scene apocalittiche. Un boato con la fortissima scossa di terremoto e il terrore dell’allarme tsunami”. Cosi’ il campione di sciabola Aldo Montano, in Indonesia in vacanza con la moglie Olga Plachina. La coppia era sull’isola Gili Trawangan, a cena in hotel, quando la terra ha iniziato a tremare. L’albergo e’ parzialmente crollato, ma loro sono illesi. Il sisma a Lombok ha spinto migliaia di turisti a fare le valigie per andarsene al piu’ presto dall’isola. Intanto, sale a 142, secondo media locali, il numero delle vittime.

Si e’ protratto ininterrottamente durante la notte il lavoro di verifica, orientamento ed assistenza messo in campo dall’Unita’ di Crisi della Farnesina e dalla rete diplomatica italiana in Indonesiaa favore degli italiani presenti nell’area colpita dal sisma. Lo riferiscono fonti del ministero degli Esteri. La priorita’ e’ il piu’ rapido possibile rientro verso le isole maggiori (Lombok e Bali) con i mezzi messi a disposizione dalle Autorita’ locali, in una adeguata cornice di sicurezza, considerate anche le difficili condizioni del mare in questi giorni. L’Unita’ di Crisi della Farnesina e l’Ambasciata d’Italia a Giacarta sono in stretto contatto con le Autorita’ indonesiane – fortemente sotto pressione in un contesto caratterizzato da infrastrutture limitate e da una numerosa presenza di turisti di diverse nazionalita’ – e continuano a sollecitare la massima possibile assistenza a favore dei connazionali. Stretto e’ il raccordo anche con i principali partner europei in loco.

Paradiso di sub, surfisti e amanti dello snorkling, le Gili Islands – le tre isole a nord-ovest di Lombok, colpite dal terremoto che ha fatto oltre 140 morti in Indonesia – sono atolli difficili da raggiungere, ma ormai diventati tappa immancabile per i turisti che visitano Bali vogliono staccare la spina da tutto e tutti. Ancora piu’ che a Bali, l’isola a maggioranza induista in quello che e’ il piu’ popoloso Paese musulmano al mondo, alle Gili (Gili significa piccola isola) il contatto con la natura e’ totale, grazie al divieto assoluto di circolazione, imposto ad auto e motorini. Il micro arcipelago e’ composto da tre isole: Gili Trawangan, la piu’ grande, Gili Meno e Gili Air, la piu’ piccola. Trawangan, la piu’ grande – in passato ribattezzata la new Ibiza per la sua atmosfera un po’ fricchettona – dista poco piu’ di due ore di traghetto dalla parte piu’ orientale di Bali, ma e’ raggiungibile per lo piu’ solo con piccole imbarcazioni locali, spesso sovraccariche di turisti e che danno una forte sensazione di precarieta’. Appena sbarcati a Trawangan, la prima cosa che salta all’occhio sono i ‘taxi locali’, carretti su cui vengono portati a destinazione i turisti, che per il resto della loro vacanza si muoveranno comodamente a piedi o in bicicletta: l’isola e’ lunga tre chilometri e larga due. E’ a Trawangan una delle piu’ belle barriere coralline dell’Indonesia e lo stupore non e’ solo sotto il mare. C’e’ chi ha paragonato le Gili alle Maldive degli Anni ’70, per via del loro aspetto ancora incontaminato e la prosperita’ della natura. La vita sulle Gili, pero’, non e’ solo da Robinson Crusoe: la sera, soprattutto a Trawangan, bar e ristorantini sulla spiaggia si animano, si mangia cibo locale, gamberoni e aragosta per tutte le tasche. Questo micro arcipelago e’ un paradiso anche per chi non ama immergersi o cavalcare le onde: la sera, grazie alla bassa marea, le bellezze dei fondali affiorano sulle spiagge, che si ricoprono di un caleidoscopio di coralli; e per questo ai turisti si consiglia fare il bagno sempre nella prima parte della giornata.


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