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Piu’ fatti

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Nonostante la presenza di un sistema informatico che diffonde le notizie in tempo reale in tutto il mondo, siamo consapevoli di non riuscire a offrire alla nostra Comunità oltre frontiera le innovazioni di coloro che da noi dovrebbero fare politica anche per loro.

Quindi, non ci schiereremo con chi “governa” o è all’’“opposizione”; perché fare politica dovrebbe significare interessarsi compiutamente ai problemi degli altri; nessuno escluso. I dilemmi correlati agli italiani all’estero, però, non hanno mai fatto notizia. Quindi, ogni loro analisi è rimasta marginale.

Così, non si può sentire la voce di chi vorrebbe dire, ma non è messo nelle condizioni di poterlo fare. Ciò che conta, almeno così sembra, sono tante “tensioni”interne. Il resto è storia già vissuta. Ora ci chiediamo, con la coerenza di non voler “mollare”, quanto veramente, contino gli italiani nel mondo nei confronti della Patria.

 Anche se si aggiornasse il meccanismo elettorale, la politica resta eterogenea e, non di rado, poco comprensibile. A nostro avviso, le istituzioni sono “lontane” dai milioni di Connazionali nel mondo. Lo stesso loro impegno politico s’è rivelato scarso anche perché inserito in faccende che nulla hanno da spartire con chi vive all’estero.

Le effettività parallele non ci hanno mai convinto. I politici, però, ci continuano a fare conto. Così, non sempre le reali esigenze degli italiani d’oltre frontiera riescono a emergere in tutta la loro complessità. Le giustificazioni non si contano e non sarebbero, comunque, esaurienti.

Molto spesso, almeno nel linguaggio corrente, si dice che i Connazionali all’estero hanno altro su cui meditare. I loro interessi non sono più nella Penisola d’origine e, di conseguenza, le tattiche parlamentari sarebbero inutili. Nulla di più scorretto.

 Per gli italiani all’estero, che rappresentano anche una forza elettorale più che rispettabile, non resta che l’amarezza delle promesse disattese e delle prospettive ininfluenti. Mancano, ancora, fatti reali per modificare una tendenza comportamentale. Ma le questioni di chi vive altrove, tanto per intenderci, dovrebbero essere anche le nostre. Essere italiani non è solo una questione geografico/territoriale, ma l’estensione di comuni destini.

Giorgio Brignola

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