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Figlia si diploma con 99: la madre fa ricorso al Tar

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DI FABIO GIUFFRIDA

Arianna Caruso è una studentessa modello. Una di quelle che per cinque anni ha studiato giorno e notte, che con determinazione e sacrifici sperava di poter ottenere un 100 alla Maturità. E, invece, no. Arianna, 18 anni ed ex studentessa del Liceo classico “La Farina” di Messina, è stata promossa con 99 su 100. Un punto che le ha rovinato la vita, o meglio le ha stravolto i piani per il suo futuro. Per tutte queste ragioni la madre ha annunciato di voler presentare ricorso al Tar poiché ritiene che sia stata fatta un’ingiustizia nei confronti della figlia: “Ho denunciato in questi anni per la mia attività nell’ambito dell’assistenza sociale alcune storture del sistema della precedente amministrazione e questo penso possa aver influito negativamente in alcune valutazioni su mia figlia da parte di qualcuno della commissione agli esami di Stato. Le hanno rovinato il futuro” è lo sfogo di Angela Rizzo, madre di Arianna. “Sognava di andare a studiare a Roma in una prestigiosa Università e ora non potrà farlo perché un membro della commissione degli esami di Stato ha commesso un errore materiale. Nessuno vuole correggere il compito pur potendolo fare e quindi saremo costretti a fare ricorso al Tar” ha spiegato il legale della famiglia, Nicola Bozzo.

Il disguido sarebbe nato a causa di un errore nel compito di greco che – secondo il legale – “non era tale visto che si trattava di un sinonimo utilizzato al posto di un altro vocabolo in una frase”. Il docente avrebbe adottato, tra l’altro, prosegue l’avvocato, “parametri di giudizio personali che si discostano dalle direttive del Ministero”.

Ora arriva anche la replica della ragazza, di Arianna Caruso che su Facebook ha scritto: “La mia vita non finisce qui. Non sono depressa o demotivata, non sono una millennial invertebrata che ancora si nasconde dietro la gonna di mamma. A 18 anni ho un lavoro, mi autogestisco come posso e vi assicuro che il pannolino non lo uso da un po’”. Arianna, in altre parole, ha voluto spiegare che il suo non è un dramma ma un’ingiustizia che, però, stando così le cose, non le consentirà di accedere a un concorso per il collegio nazionale dei Cavalieri del lavoro che le avrebbe pagato vitto e alloggio a Roma dove si sarebbe voluta iscrivere alla Luiss. Ora il suo sogno è svanito perché non “potrà permettersi di andare nella Capitale”.

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