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Conte rassicura Cernobbio, ‘noi coesi non scriteriati’

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“Non siamo per le nazionalizzazioni, non siamo per le privatizzazioni, ma per una gestione efficiente delle risorse pubbliche”. Al Forum di Cernobbio il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, parla del crollo del ponte Morandi a Genova. “Delle volte – ha sottolineato – sara’ necessario affidarsi ai privati ma attenzione, d’ora in poi, quando ci affideremo ai privati, consentiremo la remunerazione dell’investimento. Sappiamo cos’e’ il rischio di impresa e lo sconteremo, ma sappiamo anche cosa significa depredare le risorse pubbliche e non lo consentiremo piu”.

Il premier, per la prima volta davanti alla platea degli imprenditori, riuniti per l’appuntamento annuale, rassicura a 360 gradi, dalla tragedia di Genova, all’economia e alla manovra, ammettendo gli errori della politica che “ha accumulato gravi colpe”. “Siamo qui per cambiare lo stato delle cose, ma siamo qui da poco” ha aggiunto. “Siamo tutte persone ragionevoli, non una banda di scriteriati”. “Le parole sono una cosa, i fatti un’altra – ha detto – vorremmo essere giudicati dai fatti. Siamo molto coesi, leggo di discussioni sui giornali con i ministri, di fibrillazioni e discussioni varie, ma se poteste assistere alle riunioni del consiglio dei ministri vi annoiereste, non ci sono grandi discussioni, c’e’ un franco dialogo”.
Cautela e dialogo anche sul fronte dell’economia e, soprattutto sulla manovra economica che il governo giallo-verde si appresta a varare. “Stiamo varando la manovra con una prospettiva quinquennale, alcune misure saranno dosate con gradualita’. Muoviamo dalla diagnosi che tre sono i fondamentali problemi del paese: la poverta’, che in Italia ha raggiunto livelli inaccettabile per un paese civile; la pressione fiscale, che e’ molto elevata e con una legislazione vecchia di 30-40 anni; infine la produttivita’, con il paese non cresce piu’ da decenni” elenca il premier. Conte torna anche sul caso Autostrade: “Ci confronteremo, esamineremo e poi decideremo con fermezza”, ha detto, “decideremo di andare alla caducazione serenamente, se ci sono gli estremi”. “Sono stato definito un irresponsabile, uno che fa scappare gli investitori che non verranno piu’ in Italia”. Ma, aggiunge, “ci saranno tutte le garanzie di legge, non siamo fuori dallo stato di diritto” ha assicurato.

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