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Bari – Si alzi il sipario, da mo’ vale

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Da mo’ vale direbbe qualcuno. Si riparte, dunque, dall’inferno. Un inferno, per fortuna, senza più campi di terra battuta ma dal netto sapor di dilettantismo puro dove ci si chiede cosa ci faccia il Bari da queste latitudini. La risposta è bella e pronta: cinque anni di gestione biancorossa han portato, nell’ordine, un primo fallimento coi Matarrese, la resa con Paparesta ed una scellerata gestione con Giancaspro che, purtroppo, ha relegato il Bari in quarta serie da dove dovrà ripartire senza storie. Dunque per il Bari non v’è altro imperativo : vincere senza tante storie, gli è vietato severamente fallire. A cominciare da Messina dove sarà durissima, ma niente musi, polemiche e depressioni ove dovesse arrivare una sconfitta o un pareggio: ci sta di questi tempi anche perchè il Messina, come le altre squadre, son partite prima del Bari, dunque hanno più fiato, corsa, gambe e minutaggio.

Si riparte con una famiglia dal carattere stravagante e vulcanica ma economicamente forte che antepone la sagacia imprenditoriale al cuore e ai tifosi dando, comunque, in cambio risultati e ambizioni, un modo decisamente “anomalo” intravisto da queste parti. Con Matarrese si viveva a panem et circenses sopravvivendo senza tanti progetti e con le vendite dei giocatori migliori inanellando solo grame figure e ottenendo, semel in anno, qualche vittoria prestigiosa a San Siro o all’Olimpico magari facendosi parare un rigore da Totti, ma è sempre stata una pia illusione perché tanto più raggiungeva livelli prestigioso, tanto più le venivano tarpate le ali, quindi con Paparesta si è voluto fare il passo più lungo della gamba con atmosfere da grande piazza senza fare i conti con la mancanza delle basi necessarie per mantenere in piedi il progetto, infine con Giancaspro che, purtroppo, non è stata una fake news, ma sulla quale è bene stendere un velo pietoso e chiudere al più presto il libro. Aprendone un altro più entusiasmante.

Si riparte, dunque da Messina da una società anch’essa nobile decaduta, una piazza dove fino a tredici anni fa giocava in serie A anche se, rispetto al Bari, ha molto meno blasone, un Messina anch’esso vittima di gestioni scellerate che lo hanno spinto fin quaggiù, negli inferi del calcio.

Si parte senza conoscere nulla, o poco, ad cocchi chiusi almeno per noi della stampa, ma riteniamo anche per i tifosi, decisamente poco informati di questa categoria nella quale occorrerà abituarsi quanto prima così da poter gestire meglio le gare in prospettiva.

C’è indubbiamente curiosità nel vedere all’opera la squadra che ha iniziato la preparazione in netto ritardo rispetto a tutte le altre, allestendo un organico notevole alla spicciolata nel quale si è lavorato esclusivamente con gli “under” e poco con gli “over”.

Il Bari a Messina sarà accompagnato dal fiato di 800 indomiti tifosi che non faranno mancare il tifo ed il calore, un numero decisamente importante, notevole se si considera la distanza e la categoria, un dato che avrebbe dovuto far riflettere il “palazzo”, ma ormai è acqua passata.

Senza lo squalificato Brienza che approfitterà delle tre giornate per allenarsi e per eliminare qualche ruggine, Cornacchini sceglierà il 4-3-3 con ampie alternative in ogni reparto con una rosa di 23 elementi.

In porta giocherà Marfella, uno dei quattro “under” obbligatori, Aloisi e D’Ignazio nel ruolo di terzini anch’essi “under”, al centro della difesa Mattera e Cacioli (che sembra favorito su Di Cesare), due “over”, a centrocampo Bolzoni come regista, Piovanello, del 2000, a mezzala, un ballottaggio tra Hamlili e Feola con il primo in odor di titolare rispetto al secondo. In attacco giocheranno Simeri, mentre in tre si giocheranno due posti come ali, Neglia, Bollino e Floriano che, tuttavia, potrebbe essere la freccia giusta per incidere laddove le cose non dovessero andare come dovrebbero.

Purtroppo non si è trovato alcun accordo per la diretta TV, dunque i tifosi che rimarranno a Bari dovranno accontentarsi della variegata scelta radiofonica a disposizione.

Insomma, si alzi il sipario su questa eterna donna affascinante nonostante le rughe che non perdonano, una donna il cui fascino, purtroppo, non è mai stato scoperto per volere dei loro “padroni” che ne hanno sempre nascosto la sua bellezza. Speriamo che con De Laurentiis, la “signora aristocratica” possa esser mostrata in tutto il suo fascino al “popolo” suddito. Una volta per tutte.

Massimo Longo

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