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Prima di giudicare

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In un Mare Mediterraneo, ancora utilizzato come via verso un’apparente libertà, i drammi umani si sono succeduti. Sul tema non ci siamo, palesemente, addentrati. L’hanno fatto altri e in tutte le ottiche possibili. “Giustificando” o “Condannando” i drammi di un’umanità alla ricerca di una perduta stima.

Ora, però, ci preme esprimere una nostra opinione. Premettendo, tuttavia, che la vita è da tutelare sempre e la libertà non può essere mezzo di scambio. In primo luogo, ci siamo resi conto che la caduta di certi regimi non ha favorito la libertà, ma è stata la concausa di caos e di situazioni che durante le “dittature” non erano neppure supponibili.

 Senza guide, uomini e donne hanno cercato altrove quelle certezze irreperibili nelle loro terre d’origine. Così, è iniziato l’esodo che ha portato anche il nostro Paese ad affrontare emergenze che dovevano, da subito, essere meglio ripartite con tutti i Paesi dell’Europa stellata. Invece, l’emergenza è stata più nostra che d’altri.

 Così, prima di esprimere pareri, bisognerebbe conoscere anche lo “status” dei tanti uomini che hanno ricevuto sempre poco, o nulla. Ogni parallelismo con altre situazioni, a nostro avviso, non regge; proprio perché sono molto differenti le cause scatenanti.

Tuttavia, come spesso accade, se saranno ancora le polemiche a imporsi, incoraggiando l’inasprimento degli animi, senza favorire i diritti fondamentali, ogni opinione resterebbe senza seguito. Con l’esclusione di progetti, che non tengono conto delle cagioni scatenanti, ci sembra infattibile proporre delle soluzioni concretizzabili.

 Nel frattempo, intendiamo schierarci su progetti d’accoglienza con un chiaro protocollo d’emergenza europeo. L’UE ha da essere una realtà anche sotto il profilo umanitario. L’emergenza non ha bandiere.

Giorgio Brignola

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