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Integrarsi o non integrarsi: questo è il problema

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La psicologia dell’italiano che espatria

Molti possono essere i motivi che spingono a espatriare: opportunità lavorative, studio di una lingua, voglia di mettersi in gioco, seguire il partner, fuga da un contesto insoddisfacente.

Trasferirsi all’estero per molti significa cercare un futuro migliore, ma anche abbandonare gli aspetti positivi del vivere e nel nostro paese di origine e vivere lontano da cose che in passato ci hanno reso felici. Questo conflitto tra pensieri e emozioni in contrasto si chiama dissonanza cognitiva ed è un comune primo step tra gli expat.

Passare dalla scelta a ritrovarsi dentro la scelta fatta può portare ulteriori difficoltà che in alcuni casi possono portare a stati depressivi e difficoltà di adattamento, quali: vissuti di solitudine, difficoltà di comunicazione e socializzazione, difficoltà di gestione della propria vita senza l’aiuto di familiari e amici, approccio ad un nuovo mondo sconosciuto che ha regole diverse da quelle che conosciamo, paura di non riuscire, difficoltà di integrazione culturale e senso di estraneità.

Adattamento è la parola d’ordine per una migrazione soddisfacente. Più ci adattiamo e siamo flessibili alle nuove circostanze, meno ci sentiamo “uno straniero” nel paese che ci accoglie. Abitudine di tanti espatriati è quella di ricercare la vecchia routine a discapito dell’apertura a nuove esperienze. Questo può alimentare la malinconia nei confronti del nostro paese e delle nostre vecchie abitudini. La “rigidità” è il nemico mortale dell’adattamento: essere rigidi e voler ad ogni costo ricreare la vecchia vita nel nuovo paese.

Grazie al mio lavoro di psicologa per italiani expat, che mi permette di raggiungere italiani in tutto il mondo grazie alle nuove tecnologie (videochiamata Skype, Facebook o altri metodi), ho potuto osservare come l’integrazione nel nuovo ambiente, nella nuova cultura, in un mix tra vecchie e nuove abitudini è la carta vincente di una migrazione di successo. Questo a volte risulta difficile a causa delle problematiche sopra elencate e di altre difficoltà. Nel mio lavoro, al di là del supporto psicologico “classico”, cerco di favorire questo processo sostenendo gli expat durante le varie fasi di integrazione, affrontando gli stati emotivi negativi correlati al cambiamento di vita e alle difficoltà che si attraversano e indirizzando l’expat verso un processo di adattamento al nuovo ambiente.

Il mio servizio di psicologia online nasce dalla necessità di tante persone di avere un supporto psicologico in lingua madre, non sempre accessibile all’estero. Risulta molto utile anche ad italiani che viaggiano molto per lavoro così da poter garantire di essere seguiti con continuità da un unico professionista.

Se senti di essere sopraffatto dagli eventi o dalle emozioni negative e pensi di aver bisogno di aiuto, non aspettare a contattarmi o contattare un mio collega. Vivere all’estero può essere un’esperienza bellissima, lo è per tante persone. Non trascurarti, prenditi cura del tuo benessere adesso.

Dott.ssa Danila De Stefano Psicologa 

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Per eventuali contatti con la Psicologa per gli italiani nel mondo

segreteria.anim@gmail.com

redazione@corrierenazionale.net

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