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Il sostegno dell’UE all’Architettura africana di pace e di sicurezza

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LUSSEMBURGO  –  Secondo la Corte dei conti europea ha avuto effetti modesti e va orientato diversamente

In una nuova relazione, la Corte dei conti europea afferma che il sostegno finanziario dell’UE per l’Architettura africana di pace e di sicurezza (APSA) ha avuto effetti modesti e deve essere orientato diversamente. Per molti anni – osserva la Corte – l’APSA è stata fortemente dipendente dai finanziamenti dei donatori e la finalità del sostegno dell’UE è stata quella di contribuire ai costi base di esercizio dell’APSA, anziché attuare misure di rafforzamento della capacità.

L’APSA è stata istituita dagli Stati membri dell’Unione africana quale risposta di lungo termine ai problemi che affliggono il continente africano in termini di pace e sicurezza. Tramite l’APSA, l’Unione africana e le organizzazioni a livello regionale hanno accesso a strumenti che le aiutano a prevenire, gestire e risolvere i conflitti.

Gli auditor della Corte hanno valutato il sostegno dell’UE a favore dell’APSA. A tal fine, hanno esaminato diversi contratti stipulati dalla Commissione europea fra il 2014 e il 2016, per un valore totale di oltre 100 milioni di euro.

Sono giunti alla conclusione che il sostegno dell’UE per l’APSA ha avuto effetti modesti e va orientato diversamente. È emerso che, nonostante l’ampio quadro strategico posto in essere, la finalità del sostegno dell’UE era stata soprattutto quella di contribuire ai costi base di esercizio dell’APSA. Secondo la Corte, data la penuria di contributi da parte degli Stati membri dell’Unione africana, per molti anni l’APSA ha continuato a dipendere fortemente dal sostegno dei donatori.

“I portatori di interessi e i donatori hanno aspettative elevate nei confronti dell’APSA,” ha dichiarato Juhan Parts, il Membro della Corte dei conti europea responsabile della relazione. “Ma la Corte ha rilevato che la capacità delle componenti APSA varia considerevolmente e risente della mancanza di impegno politico da parte di vari Stati membri dell’Unione africana nonché del fatto che i finanziamenti UE non sono sufficientemente mirati. Se si vogliono conseguire risultati nell’accrescere la pace e la sicurezza in Africa, occorre definire obiettivi chiari per il potenziamento della capacità.”

La Corte osserva che l’UE non ha stabilito chiare priorità per il sostegno fornito all’APSA e che la sua strategia mancava di una visione a lungo termine. Durante il periodo esaminato, l’UE non si è sufficientemente concentrata sul passaggio dal pagamento degli stipendi al potenziamento delle capacità. L’UE aveva sostenuto i piani dell’Unione africana in materia di indipendenza finanziaria, volti a consentire a quest’ultima di farsi carico di una parte più cospicua dei costi di esercizio dell’APSA. L’attuazione di tali piani era però ancora agli inizi.

Gli auditor della Corte hanno riscontrato che l’attuazione del sostegno UE è stata inficiata da ritardi, da un uso incoerente degli strumenti di finanziamento e da informazioni insufficienti sui risultati conseguiti. Al momento dell’audit, sei dei 14 contratti esaminati, riguardanti perlopiù spese per il personale, avevano prodotto la maggior parte dei risultati attesi. Nel caso di due contratti i risultati erano solo parziali, mentre in un altro erano del tutto assenti. In cinque casi, a causa dei ritardi di attuazione, non è stato possibile valutare se il contratto avesse prodotto o meno i risultati attesi. Inoltre, l’erogazione del sostegno dell’UE è stata ostacolata da ritardi nella stipulazione dei contratti, dal finanziamento retroattivo e dalla penuria di informazioni sui risultati raggiunti.

La Corte formula le seguenti raccomandazioni:

• la Commissione europea e il Servizio europeo per l’azione esterna dovrebbero promuovere l’assunzione di responsabilità, da parte dell’Unione africana, nei confronti dell’APSA, affinché questa raggiunga l’indipendenza finanziaria e il sostegno dell’UE sia riorientato, passando dal sovvenzionamento dei costi di esercizio a misure di rafforzamento della capacità;

• la Commissione dovrebbe fare in modo che gli interventi siano sistematicamente mirati ai risultati, ridurre i ritardi nella stipulazione dei contratti e il finanziamento retroattivo, migliorare il monitoraggio e utilizzare gli strumenti di finanziamento in maniera coerente.

Nota agli editori

L’Unione africana (UA) è stata creata nel 2000 quale successore dell’Organizzazione dell’unità africana. Nel 2002, è stato adottato dagli Stati membri dell’UA il protocollo relativo all’istituzione del Consiglio per la pace e la sicurezza dell’Unione africana che definisce la struttura, gli obiettivi e i princìpi dell’APSA. Nel 2017, tutti i 55 paesi africani avevano aderito all’UA.

La relazione speciale n. 20/2018 intitolata “L’Architettura africana di pace e di sicurezza: occorre orientare diversamente il sostegno dell’UE” è disponibile in 23 lingue dell’UE sul sito Internet della Corte (eca.europa.eu).

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