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Telemedicina: cure a casa e non in ospedale

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Realtà e non utopia in Puglia per l’emergenza urgenza  

Di Riccardo Guglielmi

Si è svolto a Bari, presso l’Hotel Palace, il 27 e 28 settembre, il 1° Congresso Nazionale di AiSDet, di Telemedicina, la medicina del futuro che, attraverso una piattaforma digitale, permetterà alle persone che hanno bisogno di assistenza e aiuto di prendersi cura di se stesse senza andare in ospedale. E’ la realizzazione del sogno di curarsi a casa, svuotare gli ospedali e liberare risorse.  Obiettivo centrato dell’evento è stato quello di implementare un modello che, attraverso la trasmissione di dati, aggiunga al nostro sistema sanitario equità e sostenibilità.

Quella che sembra un’utopia del futuro è realtà in Israele, dove la telemedicina garantisce il 50% della popolazione inserita nella rete di presidi territoriali, ospedali, farmacie. Ottavio Di Cillo, direttore della Cardiologia d’urgenza del Policlinico di Bari e responsabile regionale della telemedicina, nella sua relazione ha tracciato lo stato dell’arte della realtà Pugliese: «La telemedicina è a pieno titolo presente ed efficace nel nostro territorio per l’emergenza urgenza. La Puglia è l’unica regione che ha una telecardiologia a pieno regime. Un’efficiente rete dell’infarto che, attraverso il 118 e gli ospedali riconvertiti, ha permesso di seguire 200 mila persone, il 5% delle quali ha subito un ricovero appropriato con cure interventistiche».

La telecardiologia pugliese è l’esempio di una buona medicina che mette al centro la persona che chiede aiuto, fornisce cure tempestive ed evita ricoveri inappropriati con ricadute positive sulla spesa e sul disagio del malato e dei familiari.

redazione@corrierenazionale.net

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