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Manovra. Il governo aggiusta il tiro e i mercati apprezzano

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Il governo aggiusta il tiro sul deficit e chiarisce: il 2,4% per il 2018 e il 2019 non si tocca ma ci sara’ una graduale diminuzione per il 2020 e 2021. La notizia rassicura i mercati e allenta le tensioni sui titoli di Stato, con lo spread che dai 300 punti scende sotto quota 290. Plauso anche dall’Europa: la revisione della traiettoria del deficit dimostra che “l’Italia ha compreso i timori dell’Ue”, ha dichiarato da Parigi il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici, che vede “un buon segnale”. “Il profilo di andamento del deficit vedra’ nel 2019 un aumento contenuto rispetto al 2018 e un graduale ridursi negli anni successivi”, ha detto il ministro dell’Economia Giovanni Tria intervenendo al convegno del Centro studi Confindustria.

“Per impostare la manovra il governo parte da un tendenziale del 2% nel 2019, se aggiungiamo 0,2 punti per gli investimenti si arriva gia’ al 2,2% e, pur con un deficit che ci allontana dall’obiettivo di saldo strutturale concordato con l’Europa, non mi pare che siamo in una situazione di finanze pubbliche allegre”. Tria ha spiegato quindi che “una parte del deficit programmatico va agli investimenti addizionali pari a 15 miliardi nei prossimi tre anni” e ha assicurato che si ritiene di “importanza fondamentale la riduzione debito pubblico che a prescindere dalle regole europee va affrontato”, per liberare la pressione fiscale. L’obiettivo del governo inoltre e’ di eliminare in 2 anni i divari crescita rispetto all’Europa, ha aggiunto. Anche il vicepremier, Matteo Salvini, interpellato dai cronisti alla Camera, ha certificato che “l’unico punto fermo” e’ il deficit/Pil al 2,4%: “Certo che e’ acquisito, non si discute, altrimenti i soldi per Fornero e altro” non ci sono. E sulla decisione di abbassare il deficit dal 2020: “Nessuna resa, lo abbiamo sempre detto: il nostro obiettivo e’ far calare deficit e soprattutto debito”. Sulla stessa linea l’altro vicepremier, Luigi Di Maio: il rapporto deficit/Pil resta al 2,4% “sicuramente per il 2019”, “per il “2020 e il 2021 stiamo vedendo di accelerare l’abbassamento del rapporto con un intervento massiccio di tagli agli sprechi, di previsione della crescita piu’ alta e di valorizzazione degli investimenti”, ha detto incontrando i cronisti. Nella manovra, ha aggiunto, “deve restare tutto quello che abbiamo promesso agli italiani. Altrimenti non ha senso andare avanti. Non taglieremo nulla alle spese sociali”. “Se nel 2020 e nel 2021 con la crescita, le clausole di salvaguardia, i tagli agli sprechi si abbassa il deficit – ha poi argomentato Di Maio – saremo ancora piu’ contenti”, e comunque “nel 2019, nel 2020 e nel 2021 ci sara’ il reddito di cittadinanza, la pensione di cittadinanza, il superamento della Fornero, i rimborsi ai truffati delle banche, l’abbassamento delle tasse per imprese e partite Iva”, ha concluso.

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