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Giornalismo col BOT

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Poche righe, ma il fatto che un servizio televisivo della TV di Stato abbia riportato questa notizia mi lascia davvero sconcertato dallo stato del giornalismo italiano in questo 2018:

Il tesoro in soffitta, ritrovato bot da mille lire, oggi vale 470mila euro
Nel video del TGR Sicilia ci raccontano le peripezie di questo BOT dimenticato per anni in un libro e che oggi, grazie all’aiuto di una fantomatica Associazione Italiana Risparmiatori, si spera possa essere riconvertito in euro. Anche volendo proprio fidarsi della fantomatica associazione o dei testimoni, di cui sono sicuro sarà stato fornito un numero di telefono alla redazione, bastava chiamare la Banca d’Italia per assicurarsi che per il possessore di quel BOT non c’è nulla da fare, se vuole può cercare di venderlo a un collezionista, magari su e-Bay.

Che un servizio del telegiornale della televisione pubblica passi l’idea che vecchi BOT possano essere convertiti in lire, con conseguente rivalutazione monetaria, è triste, perché dimostra come per fare quel servizio ci abbiano impiegato quattro minuti, cascando nel solito comunicato stampa stile Agitalia. Che la crisi del giornalismo sia seria lo sappiamo bene, ma la TV pubblica dovrebbe essere superiore a questi errori, anche quando fatti su un canale regionale. Sapete quanti anziani si faranno venire in mente che da qualche parte hanno un vecchio BOT convinti che non valesse nulla, e magari cercheranno quest’associazione che potrebbe chiedere denari per l’aiuto… aiuto inutile. Quel BOT non si può convertire, anche se ad aiutarmi trovo il migliore avvocato del mondo.

Fa sorridere notare come negli stessi giorni la stessa signora abbia trovato un BOT, a Riva del Garda questa volta.

La signora è la stessa ma i racconti sono lievemente diversi, per il TGR Sicilia il nipote della signora Emma Marras avrebbe trovato il BOT a Catania una volta andato a trovare l’anziana signora. Per La Voce del Trentino è la stessa signora residente a Riva del Garda ad averlo trovato tra i libri, dimenticato da chissà quanto tempo.

La signora in foto oltretutto non è siciliana o veneta, ma dovrebbe chiamarsi Olinda Mascarin, residente nell’Ontario, in Canada, pur essendo originaria di Pordenone. Secondo alcune testate ha compiuto 108 anni a dicembre 2017. Complimenti vivissimi. Se i nostri giornalisti avessero imparato una minima padronanza con la ricerca a ritroso di un’immagine non saremmo mai venuti a sapere dell’importante ricorrenza.

Non vi sentite un po’ presi per i fondelli? (No, non dico voi lettori che ormai dovreste essere abituati alla cosa, parlo dei giornalisti, che ricevono comunicati che qualcuno avvalla per farci servizi “giornalistici”, presi per i fondelli dagli stessi che ideano queste notizie fatte con lo stampino).

Non c’è davvero altro da aggiungere.

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