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Il valore dell’impegno

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Ho l’amara impressione che il nostro sia diventato un paese impacciato e disilluso, fagocitato dal torpore di un iperindividualismo che alimenta solitudine ed eleva a religione la cultura dell’ego e del disimpegno. Un paese in cui fa breccia la convinzione che la politica non serva più e che può essere sostituita dalla semplice amministrazione. Una specie di accidia che condiziona pesantemente percorsi di crescita individuali e quindi anche collettivi.

Le ragioni ristagnano, come sempre, nella storia. Gli anni sessanta e settanta cercano e trovano strumenti di partecipazione. Gli anni ottanta ricordano la delega, il disinteresse sociale, la società affluente, il trinomio possesso-potere-consumo. Gli anni novanta la perdita di senso, favorita dalla caduta delle ideologie, dal crollo dei miti e dall’irrompere della complessità sociale. Il tempo dell’oggi, d’inerzia, produce cambiamenti rapidi che non favoriscono la riflessione e scivolano veloci nel rifiuto al nuovo fino al rifugio nel pensiero cinico, pessimista e rinunciatario. È il tempo del disimpegno come scudo. Più facile scoraggiarsi, che costruire, più comodo deviare che affrontare, più comoda la resa che l’attesa. Più gradevole l’odore del noto che il sapore acre dell’impegno.

Quell’impegno che non ha ragione nell’immediato, non ha colore nel quotidiano, ma che si infila come un mantra nelle giornate, nelle notti, nelle attese. Impegno per quell’obiettivo che rimane segreto prima di esplodere di senso. Impegno per quel sogno che trova realtà nel valore del sacrificio. Vorrei fermare la sensazione tonda che ha il respiro che tiri dopo giornate piegate a costruire un obiettivo. Vorrei fermarla quella sensazione strana e piena e farla provare ai più giovani, perché tutto ad un tratto l’impegno acre diventa dolce e si fa logica e colore. E poi te ne innamori. Comprendi che il rischio è un’occasione, che i limiti servono a prendere le misure della strada che hai davanti, che la vita, l’unica che ci è concessa, va scolpita a colpi di fatiche e sforzi. Che non importa quando e quanto riesci, l’impegno è un valore che va capito e inseguito, sempre e comunque, perché il gusto lieve del respiro che tiri dopo rinunce e sacrifici ha in sé il sapore inaspettato della vittoria. E la vittoria, che si creda o no, è sempre figlia dell’impegno.

 

 

 

 

 

 

 

Evelyn Zappimbulso

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