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Revoca onorificenza a Tito

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TRIESTE – Un impegno, da parte della Giunta regionale, ad attivarsi nei confronti del Governo e dei competenti organi statali per modificare la legge n. 178 del 1951, che istituisce l’Ordine “Al merito della Repubblica italiana” e disciplina il conferimento e l’uso delle onorificenze, per permettere la revoca di tali titoli di merito anche a persone già decedute e che in passato si siano macchiate di gravi crimini contro l’umanità, cosa oggi prevista solo in caso di esistenza in vita dell’insignito, mentre i deceduti continuano a restare iscritti all’albo ufficiale.

E’ quanto si legge nella mozione presentata da Piero Camber (FI) all’Aula e dove, in particolare, si punta alla revoca di tutte le onorificenze conferite al maresciallo Josip Broz, detto Tito, che risulta ancora oggi Cavaliere di Gran Croce decorato di gran cordone dell’Ordine al merito della Repubblica italiana.

Si tratta del titolo onorifico più elevato della nostra Repubblica – ha sottolineato Camber -, conferitogli nel 1969 dall’allora capo dello Stato, Giuseppe Saragat. Ma all’ex dittatore jugoslavo è ascrivibile tutta una serie di crimini, tra cui quelli perpetrati nelle terre giuliano-istriano-dalmate dove migliaia di italiani vennero uccisi e gettati nelle foibe. Tali crimini hanno portato, nel secondo dopoguerra, alla pulizia etnica nei confronti delle popolazioni italiane e venete in Istria, Venezia Giulia e Dalmazia.

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