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Focus sul nuovo Santiago Bernabeu: il rapporto tra innovazione e tradizione

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di Lorenzo Vulpis

All’inizio del 2014 il presidente del Real Madrid, Florentino Perez, annunciava il restyling dello stadio “Santiago Bernabeu”. Oggi, a distanza di 4 anni, la ristrutturazione della casa dei blancos è vicina alla realizzazione. Il mese scorso infatti l’assemblea generale dei soci del club spagnolo ha approvato il finanziamento per il rinnovamento dell’impianto.

I lavori dovrebbero iniziare nel 2019 per concludersi entro il 2022, con un esborso complessivo di circa 600 milioni di euro. A fronte di questa cifra impressionante ci saranno però dei ricavi di gran lunga superiori dato che secondo alcune stime il nuovo impianto frutterà alle casse del club madridista una cifra superiore ai 100 milioni di euro all’anno. L’ultima ristrutturazione risale al 2001 e a distanza di circa 20 anni il Real si prepara ad avere uno stadio all’avanguardia e proiettato verso il futuro.

Tra le novità del nuovo Bernabeu ci saranno infatti: uno schermo a 360 gradi visibile a tutti gli spettatori (sulla scia del modello di stadio americano), due nuove torri, un rivestimento in acciaio sugli spalti dotato di un tetto retraibile posto al di sopra del terreno di gioco, un nuovo museo del club integrato con servizi interattivi, un nuovo tour dello stadio per i tifosi, una vera e propria galleria commerciale (compreso lo store ufficiale del Real Madrid) e nuovi spazi destinati all’intrattenimento. La capienza rimarrà invariata (81.844 spettatori), ma verranno aggiunti 800 posti a sedere per le persone con disabilità motorie.

Oltre al restyling dell’impianto saranno inoltre effettuati dei lavori sull’area circostante, con la pedonalizzazione di alcune strade, l’eliminazione di barriere architettoniche e l’estensione dei marciapiedi. Inoltre sarà costruita una piazza di 10.000 metri quadri, verranno ampliati i parcheggi, con un miglioramento urbano che porterà a spazi pubblici raddoppiati.

Per quanto riguarda il nome del nuovo Bernabeu, il club è da tempo alla ricerca di uno sponsor a cui vendere i Naming Rights dello stadio. In passato si sono avvicinati importanti potenziali investitori tra cui il fondo emiratino IPIC e la società petrolifera spagnola CEPSA. In entrambi i casi però non si è concluso alcun accordo e adesso, secondo il quotidiano spagnolo “El confidencial”, la dirigenza del Real Madrid avrebbe grandi difficoltà nel riuscire a trovare un brand a cui legare il nome dello stadio. Questo perché i potenziali partner hanno il timore che l’impianto continuerebbe ad essere chiamato con il vecchio nome, data l’iconicità che il Santiago Bernabeu ha raggiunto nel corso degli ultimi anni.

Il settore dei Naming Rights è estremamente redditizio, sia per i club che per gli sponsor, generando quella che viene definita “strategia win-win”. Quando però c’è in ballo l’aspetto legato alle considerazioni psicologiche e al rapporto con i tifosi la situazione cambia. Le preoccupazioni legate alla commercializzazione dello stadio o l’eccessivo attaccamento psicologico a uno specifico nome possono infatti causare impatti negativi per tutte le parti coinvolte.

Per quanto siano su livelli profondamente diversi, si può considerare il caso del St. James Park, stadio del Newcastle United F.C. Intitolato “Sports Direct Arena” nel 2011, dopo solo un anno si decise di far tornare lo stadio al vecchio e tanto amato “St. James Park” a seguito delle innumerevoli lamentele subite da parte dei supporter dello storico club inglese.

Nonostante vi siano in ballo milioni di euro, si può dunque comprendere il perché sia difficile trovare uno sponsor per il nuovo stadio, dato che anche il Santiago Bernabeu, considerato dai tifosi come un vero e proprio tempio del calcio, ha fortemente contribuito agli innumerevoli successi del Real Madrid, che oggi è il club più titolato al mondo.

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