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Diseguaglianza

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L’Italia s’è perduta. Nei meandri di una politica incerta e con una manovra economica ancora tutta da capire. In un Paese dove due partiti si contendono il governo del Paese, c’è poco da contare sul futuro di questa Penisola. I risultati di una politica insicura, a ben osservare, ci hanno posto tutti da una stessa parte: quella del malcontento. Si percepisce una sensazione di malessere che ci tormenta e che, assai spesso, influenza il modo d’interpretare gli eventi di casa nostra. Le differenze di “casta”, tuttavia, ci sono ancora tutte.

 Ora si è inserita, a pieno titolo, la questione della governabilità. Ci siamo trasformati in ”italiani contro”. Soprattutto quando i nostri diritti sembrano lesi più di quelli degli altri. Italiani “contro” tra occupati e disoccupati. Tra dipendenti pubblici e privati. Tra furbetti e vittime di uno stesso sistema. ”Contro” le riforme che l’apparato ha snaturato. Non sono solo le diverse ideologie sociali che ci preoccupano, ma il contrasto in cui viviamo o, meglio, ci fanno vivere. Nelle Grandi Democrazie, c’è una Maggioranza e un’Opposizione. Una Governa e l’altra verifica le decisioni della prima. Da noi è tutta un’altra storia. I Partiti sì “scompongono” in più correnti e si moltiplicano come succede nel ciclo biologico cellulare.

 Intanto, l’Italia stenta a trovare la via per una “ripresa”. Se bastasse ipotizzare dei “progetti” per uscire dalla crisi, ne saremmo fuori da tempo. Però, non servono teorie che non siano seguite dai fatti. Da noi, la politica funziona ancora così. Alla ribalta c’è sempre un “metodo” che non riesce a decollare.

Del resto, le “differenze” non sono una novità. Le rimorchiamo da sempre. Un altro segno che, oltre gli uomini, ci sarebbe da capire le tesi di questo Esecutivo.

Giorgio Brignola

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