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Fronte economico nazionale

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La manovra economica proposta da questo Esecutivo ci ha stupito. L’impegno, per la verità, non evidenzia evolutiva concretezza. Il progetto è chiaro. Lo Stato dovrebbe delimitare il suo “autofinanziamento”, favorendo la ripresa produttiva. Apparentemente, sembrerebbe solo una questione di tempo. Tempo necessario per impostare programmi di “salute” pubblica che dovrebbe trovare la “luce”entro fine inverno. Il 2019 dovrebbe essere l’anno delle novità anche sul fronte fiscale. I prossimi mesi saranno decisivi per un impegno che l’Esecutivo, partorito dal nuovo Parlamento, dovrebbe garantire. Al prossimo giro di boa, lo scetticismo potrebbe mutarsi in realismo. L’ottimismo resta, per noi, ancora una meta molto lontana.

Il fronte occupazionale potrebbe essere rilanciato su basi operative originali. Investire in occupazione e pace sociale potrebbe essere la meta del Governo. Su questa premessa, riteniamo di poter continuare le nostre riflessioni. La deflazione agevolerà solo chi ha liquidità. Il risparmio resta una chimera e vivere continuerà a essere difficile. Chi punta sulle “novità” potrebbe aver fatto male i suoi conti. Del resto, il fronte occupazionale langue e la disoccupazione giovanile resta primaria.

A nostro avviso, continuano a essere insufficienti i riferimenti operativi per una ripresa socio/economica che potrebbero alzare la testa in tempi, comunque, non prossimi. Saranno i mesi futuri a chiarire il reale quadro politico nazionale. Certo è che la “concretezza” sulla quale avremmo voluto contare resta ancora ai margini del fronte economico. E le esternazioni di Di Maio e Salvini non chiariscono un bel nulla. Ogni altra considerazione, pur se legittima, passa in secondo piano.

Giorgio Brignola

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