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Francia, Germania e l’atomica

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di Giovanni De Paolis 

10 settembre 2018, sul giornale online francese “L’Obs” il giornalista Vincent Jauvert pubblica un articolo dal titolo quanto meno strano: “La France va-t-elle partager sa bombe atomique avec l’Allemagne ?”, ovvero “La Francia va verso la condivisione della bomba atomica con la Germania?”

Vincent Jauvert riprende e rilancia la notizia apparsa il giorno prima in un articolo di Jean-Dominique Merchet su “Opinion”.

L’argomento, non nuovo, è considerato generalmente un tabù ma di fatto se ne parla sempre più spesso, sopratutto da quando Donald Trump è diventato il quarantacinquesimo presidente degli Stati Uniti d’America. Infatti non è un mistero che la stessa Angela Merkel ha messo in discussione l’affidabilità dell’attuale presidente americano, anche a causa, ma non solo, dei suoi presunti legami con la Russia.

Ecco dunque la sentenza: “Occorre che la Germania si doti dell’arma suprema che è l’ultima garanzia alla sovranità: la bomba termonucleare”.

Ma a questo punto, Vincent Jauvert, ricorda che ad impedire alla Germania la realizzazione della Bomba vi è un vecchio trattato del 1970, conosciuto dai più con il nome di trattato di non proliferazione.

Il dilemma della Germania a questo punto è evidente, la bomba serve ma l’uscita dal trattato potrebbe costare cara, occorre esercitare uno sforzo di fantasia e magari utilizzare il famoso “pensiero laterale” per trovare una soluzione “creativa”.

Ed il pensiero laterale conduce a pensare a chi a latere della Germania si trova, ovvero alla Francia. Perchè non condividere le spese e diventare partner della Francia in una impresa sempre più costosa?

Potrebbe essere una idea, che però si scontra con la politica tedesca degli ultimi decenni che ha sempre combattuto la politica nucleare militare francese e probabilmente anche con la politica militare francese che vedrebbe dipendere i propri programmi nucleari dal finanziamento di un partner, seppure affidabile, che in materia è sempre stato visto se non come “nemico”, quanto meno come “concorrente”.

Vincent Jauvert conclude l’articolo prevedendo che il presidente Macron, visto e considerato quanto detto sopra, si limiterà ad assicurare alla Merkel che in caso di reale necessità di impiego del nucleare sarà sua cura cercare di discutere la questione con il partner e vicino tedesco, dichiarazione poco impegnativa e, probabilmente, poco soddisfacente, ma più sicura.

Questo, più o meno, il senso dell’articolo.

Ma sarà così?

Come detto poco sopra la Germania è fortemente preoccupata del partner americano, considerato ormai poco affidabile, la Merkel l’ha pubblicamente dichiarato in varie forme il 28 maggio 2017 (G7), il 10 maggio 2018 (Premio Carlomagno); l’11 giugno 2018 (dopo il G7) e mi sembra quasi inutile ricordare che la NATO è stata creata con l’intento di tenere i Russi lontani dall’Europa, gli Americani in Europa e la Germania sotto controllo in Europa.

Ma con gli Stati Uniti sempre più distanti e i Russi sempre più forti, allora per quale motivo la Germania non può tornare ad essere forte?

Magari con l’aiuto della Francia e della sua bomba atomica…

www.difesaonline

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