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Tap si farà

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Il governo vuole procedere alla realizzazione della Tap. Ad annunciarlo è il presidente del Consiglio Giuseppe Conte dopo aver ricevuto il rapporto del ministero dell’Ambiente che conferma la legittimità del progetto. “Gli accordi chiusi in passato – spiega il premier – ci conducono a una strada senza via di uscita”. “Interrompere la realizzazione dell’opera – sottolinea – comporterebbe costi insostenibili, pari a decine di miliardi di euro. In ballo ci sono numeri che si avvicinano a quelli di una manovra economica”. “Abbiamo fatto tutto quello che potevamo, non lasciando nulla di intentato. Ora però – dichiara Conte – è arrivato il momento di operare le scelte necessarie e di metterci la faccia”.

LE VERIFICHE – Il presidente del Consiglio riferisce di aver ricevuto oggi una comunicazione che riassume le ultime verifiche effettuate dai tecnici del ministero dell’Ambiente sul progetto. “Mi ero impegnato – ricorda – con le Autorità locali e con i Rappresentanti delle comunità territoriali, ivi compresi i Parlamentari eletti in Puglia, ad effettuare un rigoroso controllo delle procedure di realizzazione dell’opera al fine di verificare tutti i profili di eventuale illegittimità che erano stati segnalati”. “Avevo altresì preannunciato che se avessimo riscontrato tali profili di illegittimità non avremmo esitato ad assumere tutti i conseguenti provvedimenti, compresa la decisione di interrompere i lavori. Da quando ci siamo insediati abbiamo fatto quello che non è mai stato fatto in precedenza”, assicura Conte.

MAXI-PENALI IN CASO DI STOP- “Abbiamo effettuato un’analisi costi-benefici, abbiamo dialogato con il territorio, abbiamo ascoltato le istanze e studiato i documenti presentati dalle autorità locali”. Dunque la decisione che gela la componente M5S al governo: “Ad oggi – si legge – non è più possibile intervenire sulla realizzazione di questo progetto che è stato pianificato dai governi precedenti con vincoli contrattuali già in essere. Gli accordi chiusi in passato ci conducono a una strada senza via di uscita”. “Non abbiamo riscontrato elementi di illegittimità. Interrompere la realizzazione dell’opera comporterebbe costi insostenibili, pari a decine di miliardi di euro. In ballo ci sono numeri che si avvicinano a quelli di una manovra economica”, mette in chiaro il premier ribadendo di non aver lasciato “nulla di intentato”.

LA RELAZIONE DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE – Nella nota in cui annuncia di aver inviato la relazione al premier, il ministro dell’Ambiente Sergio Costa sottolinea come “anche nei punti contestati” del progetto “non sono emersi profili di illegittimità”. “La valutazione fatta dal ministero dell’Ambiente – precisa – esula dal mio pensiero personale e dal mio convincimento politico, se l’opera sia giusta o no. Ma nella fase attuale ogni valutazione da parte del ministero deve essere fatta solo ed esclusivamente sulla base del principio della legittimità degli atti e non sul merito tecnico dei medesimi in quanto non consentita dall’Ordinamento”, conclude.

DOCCIA FREDDA PER I 5S – Il via libera alla Tap è una doccia fredda per i 5 Stelle. Il vicepremier Luigi Di Maioprova a placare gli animi spiegando che il governo non aveva scelta. “Abbiamo fatto un’istruttoria per due mesi e verificato tutti gli aspetti di quell’opera e ci sono fino a venti miliardi di euro di penali da pagare, cioè più del reddito di cittadinanza e di quota cento insieme. E’ questo il problema”, sottolinea. “Ma questo non vuol dire che abbasseremo la guardia – aggiunge – noi staremo attentissimi a quello che succederà con quest’opera”. Tra i 5 Stelle però c’è rabbia e delusione. “Vendiamo l’anima alla Lega”. E’ uno degli sms che rimbalza su alcuni cellulari dei parlamentari M5S più imbestialiti. A fremere sono gli eletti da tutto il Paese, “perché il ‘vaffa’ alla Tap era una nostra bandiera”, lamenta qualcuno. Fonti di governo del Movimento spiegano all’Adnkronos che tutti i ministri pentastellati hanno dato il proprio contributo per approfondire il dossier Tap. Ma alla fine sarebbe arrivato il via libera all’opera a causa delle penali salatissime: “Oltre 22 miliardi saltati fuori solo due mesi dopo l’arrivo al governo e l’accesso agli atti nei ministeri competenti”, viene spiegato da fonti dell’esecutivo. A quanto apprende l’Adnkronos dai vertici M5S, ci sarebbe l’impegno a migliorare la Tap con condizioni “più favorevoli” per i territori coinvolti dall’opera che sarebbero già state trattate e vedrebbero lo stanziamento di “decine e decine di milioni di euro” per le aree salentine interessate dai lavori per il gasdotto.

SALVINI SODDISFATTO – Esulta per il via libera all’opera il vicepremier e ministro dell’interno Matteo Salvini. ”Avere l’energia che costerà meno a famiglie e imprese è fondamentale, quindi – sottolinea – avanti coi lavori”.

OPPOSIZIONE ALL’ATTACCO – Vanno al’attacco dopo l’annuncio del governo le opposizioni. I 5 Stelle sapevano di “non poter bloccare il gasdotto, ma in Puglia ha fatto la campagna elettorale gridando NoTap, prendendo in giro i cittadini. Che dice @ale_dibattista?”, scrive su Twitter Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra italiana e deputato di Leu, rimarca: “Cari elettori del M5S, questo non è il governo del cambiamento. È il governo delle costose ed inutili grandi opere e delle promesse elettorali mancate, è il governo della Lega… davvero complimenti!!” 

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