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Impugna tardi la delibera, il giudice sanziona il condomino

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Attenzione ad impugnare la delibera dell’assemblea oltre i termini di legge, si può incorrere nella condanna per lite temeraria. Così è successo per una condomina di Roma, condannata dal Tribunale della capitale per aver proposto impugnazione contro la delibera dell’assemblea del suo condominio ben oltre i trenta giorni previsti dalla legge. Il giudice ha respinto la domanda e condannato la condomina “in ritardo” con una sanzione di 500 euro.

Questi i fatti. Nel maggio 2014 la condomina proponeva impugnazione contro la delibera adottata dall’assemblea condominiale quasi un anno prima, sostenendo di avere ricevuto copia del verbale di assemblea solo in data 24 febbraio 2014, dopo vari solleciti. Circostanza, quest’ultima, smentita però dall’istruttoria e dai documenti allegati agli atti, da cui è emerso invece che alla condomina il verbale era stato recapitato molto tempo prima. Di conseguenza, il giudice ha dichiarato l’attrice decaduta dal diritto di far valere vizi di annullabilità della delibera che, come noto, vanno contestati entro 30 giorni ex art. 1137 c.c.

L’art. 96 del codice di procedura civile configura una sorta di “condanna punitiva”, consentendo al giudice, anche d’ufficio, di condannare la parte soccombente al pagamento, a favore della controparte, di una somma equitativamente determinata. La norma risponde “all’esigenza di preservare l’interesse pubblico ad una Giustizia sana e funzionale, scoraggiando il contenzioso fine a sé stesso che, aggravando il ruolo del magistrato e concorrendo a rallentare i tempi di definizione dei processi, crea nocumento alle atre cause in trattazione”.

Nel caso di specie – osserva il Tribunale di Roma, sentenza n. 18495 del 28 settembre 2018 – sono emersi elementi in fatto e in diritto che impongono di sanzionare l’impugnante per esercizio dell’azione in violazione del canone del giusto processo. Si legge nella sentenza che la condomina – che risultava avere procedenti contenziosi con il Condominio – “non poteva non essere a conoscenza della procedente notifica del verbale della riunione condominiale e della conseguenziale maturata decadenza dal diritto di proporre impugnazione”. Ciò nonostante la stessa condomina ha continuato a sostenere la tempestività del ricorso, senza peraltro contestate la veridicità dei documenti prodotti dal Condominio. Da qui la condanna ex art. 96 c.p.c.: sanzione di 500 euro, che si aggiungono ai 4.500 euro, oltre accessori, che la condomina dovrà pagare al Condominio per spese processuali.

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