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Come la vediamo

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Apriamo questa corrispondenza in modo lapidario: ” Il Paese continua a evidenziare una complessa devoluzione socio/politica, con onerosi riscontri economici”. Ora, Parecchi segnali in negativo, purtroppo, ci danno ragione. Le assicurazioni e le promesse di dei nostri politici, nessuno escluso, non sortiranno risultati rilevanti. Il 2019, con tutti i suoi interrogativi, dovrà essere affrontato con coerenza; ma senza troppe illusioni. Gli sviluppi di questi ultimi mesi non ci hanno persuaso. Tanto che, ora, ci guardiamo bene dall’azzardare qualche ragionevole analisi sulle strategie dell’Esecutivo. Già da qualche anno, la favola del “Buon Governo” non affascina più nessuno. Però, senza meraviglia, ci sentiamo di riconoscere che gli spazi politici si sono dilatati maggiormente.

Quello che si evidenzia è che tutti i partiti hanno preso atto di un ridimensionamento dei loro simpatizzanti. I tempi delle maggioranze” assolute” sono tramontati col secolo scorso. Il nostro futuro politico che potrebbe avere molteplici sviluppi. Elencare quali sarebbero, ci porterebbe lontano; ma senza vantaggi concreti. Da noi, purtroppo, le cose pubbliche continuano a muoversi al solito modo. Senza alleanze coese, ovviamente, non si governerà per il meglio.

La maggioranza Parlamentare, e l’Esecutivo che ne è stato partorito, dovrà affrontare una realtà sociale sempre meno consenziente. Un successivo rafforzamento logistico dell’opposizione potrebbe essere il primo segnale della fine di un Esecutivo figlio di un trapianto normativo che potrebbe minacciare il “rigetto”. Tutti i partiti dovranno chiarire le loro idee. Ora che la politica ha scoperto le sue carte. Sono anni, troppi anni, che tanti programmi si sono adatti alle aspirazioni politiche; non certo per salvare l’Italia. Le prospettive rimangono incomplete e la volontà di cambiare resta ancora un’utopia.

Giorgio Brignola

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