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Razzismo sulla Circumvesuviana, signora si ribella

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 Un fermo immagine del video pubblicato su Facebook dall’utente Pasa Anta 

Ancora offese razziste sul treno. Dopo l’aggressione avvenuta tre giorni fa sulla Roma-Lido, stavolta a finire nel mirino di un passeggero intollerante è un gruppo di pakistani in viaggio sulla Circumvesuviana di Napoli. A documentare l’episodio, un video pubblicato dall’utente Facebook Pasa Anta, che mostra la ribellione di una passeggera alle parole razziste indirizzate ai pakistani da parte di un uomo. L’episodio risalirebbe al pomeriggio di ieri, non è chiaro il motivo che lo ha scatenato. “Sul treno della Circumvesuviana di Napoli – scrive Pasa Anta – un ragazzo offende dei pakistani (tra l’altro molto pacifici) e a un certo punto una signora non ce la fa più e reagisce dicendogli anche ‘preferisco che l’Italia diventi loro piuttosto che dei personaggi come te, fascista e razzista’”.

La signora, come si vede nel video, è visibilmente arrabbiata: “E noi dobbiamo stare qua a sentire lei che insulta?”, chiede all’uomo che, in piedi e a voce alta, apostrofa e indica i passeggeri stranieri come “pezzi di me…”. “E invece sei tu che sei scemo, razzista e aggressivo”, ribatte la signora che si sente rispondere “sì, sono razzista e l’Italia è nostra”. La risposta della donna? “Allora no, tu non sei razzista, sei stronzo”. Il filmato, come spiega Pasa Anta nella didascalia, è interrotto mentre i due ancora litigano. Lite che, stando alle parole dell’utente Facebook, si sarebbe protratta a lungo e aggravata: “Non c’è il resto del filmato, ma la signora, davvero coraggiosa – racconta -, al crescendo di aggressività del tipo in questione, che la minaccia di essere in procinto di sferrargli un pugno, gli dice: ‘come ti vedo alzare le mani ti scasso l’ombrellone in testa’. Il ragazzo si alza e se ne va imprecando malamente ma si ferma davanti alla porta di uscita, come in attesa”.

#tespaccombrellngap Sul treno della Circumvesuviana di Napoli un ragazzo offende dei pakistani (tra l’altro molto pacifici) e a un certo punto una signora non ce la fa più e reagisce dicendogli anche “preferisco che l’Italia diventi loro piuttosto che dei personaggi come te, fascista e razzista”. Non c’è il resto del filmato, ma la signora, davvero coraggiosa, al crescendo di aggressività del tipo in questione, che la minaccia di essere in procinto di sferrargli un pugno, gli dice: “come ti vedo alzare le mani ti scasso l’ombrellone in testa”. Il ragazzo si alza e se ne va imprecando malamente ma si ferma davanti alla porta di uscita, come in attesa. Quando la signora, tre fermate dopo, fa per alzarsi, per niente intimorita e con un sorriso sereno – nient’affatto beffardo – non si fa nessun problema a prendere l’uscita verso la porta dove sta sostando il tipo. A questo punto un altro ragazzo, un manovale stanco di fatica e sporco di calce, chiaramente uno straniero dell’est europa, si alza e la segue alla porta. Quando il treno si ferma, la signora scende, il tipo che inveiva e che l’aveva guardata con rabbia all’approssimarsi della fermata rimane sull’uscio e l’ucraino (?), una volta chiusasi la porta, torna a sedersi. Aveva seguito la signora per assicurarsi che non fosse aggredita vigliaccamente mentre scendeva.In questa storia accaduta oggi pomeriggio mentre si torna da un lavoro comodo, in un ufficio climatizzato, assicurato, a tempo indeterminato, stipendiato, a pochi minuti da casa, ci sono personaggi buoni e cattivi.I buoni, in ordine di comparizione, sono i pakistani, la signora e il ragazzo ucraino.I cattivi sono il tipo, tutti gli astanti che non sono intervenuti e chi, invece di scortare la signora, si è messo a filmare.Ma buoni e cattivi sono categorie astratte buone per le favole, i cliché e i parapiglia dialettici inconcludenti. La realtà vera in questo video è la maggioranza silenziosa che caratterizza lo spirito di una società e di un periodo storico, cioè tutti i presenti, indifferenti e silenti

Pubblicato da Pasa Anta su Venerdì 2 novembre 2018

E quando la signora “tre fermate dopo, fa per alzarsi, per niente intimorita e con un sorriso sereno – nient’affatto beffardo – non si fa nessun problema a prendere l’uscita verso la porta dove sta sostando il tipo. A questo punto – aggiunge Pasa Anta – un altro ragazzo, un manovale stanco di fatica e sporco di calce, chiaramente uno straniero dell’est Europa, si alza e la segue alla porta. Quando il treno si ferma, la signora scende, il tipo che inveiva e che l’aveva guardata con rabbia all’approssimarsi della fermata rimane sull’uscio e l’ucraino (?), una volta chiusasi la porta, torna a sedersi. Aveva seguito la signora per assicurarsi che non fosse aggredita vigliaccamente mentre scendeva”.

Nel post dell’utente c’è poi spazio per un’ultima, amara, considerazione: a ribellarsi al razzismo del passeggero è stata una sola donna mentre gli astanti rimanevano indifferenti o filmavano l’accaduto. “La realtà vera in questo video – scrive Pasa Anta concludendo il post – è la maggioranza silenziosa che caratterizza lo spirito di una società e di un periodo storico, cioè tutti i presenti, indifferenti e silenti”. 

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