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Reddito cittadinanza: sì, no, forse

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Il reddito di cittadinanza accende il confronto nell’esecutivo con i dubbi sollevati dalla Lega. A punto che la giornata si è conclusa con un incontro tra il premier Conte e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giorgetti.

Il vicepremier Luigi Di Maio in una diretta su Facebook dice che “sui giornali scrivono sciocchezze, in legge di bilancio ci sono i soldi per il reddito di cittadinanza e per ‘quota 100’. C’è la ciccia, ovvero i soldi per far funzionare le norme” che introdurranno il reddito di cittadinanza e la riforma della Fornero. “Ci sono circa due mesi per perfezionare tutti i dettagli, in modo che il 2019 possa diventare l’anno del cambiamento” sottolinea. E il reddito di cittadinanza, assicura il ministro del Lavoro, parte “tra inizio e fine marzo”.

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, rileva però che il reddito di cittadinanza “ha complicazioni attuative non indifferenti”. “Se riuscirà a produrre posti di lavoro, bene. Altrimenti resterà un provvedimento fine a se stesso” osserva nel libro di Bruno Vespa ‘Rivoluzione’ in uscita il 7 novembre.

Ai dubbi sollevati da Giorgetti sul reddito di cittadinanza replica il premier Giuseppe Conte, durante la conferenza stampa congiunta col primo ministro della Repubblica tunisina Youssef Chahed. “Ci tengo a dire – dice Conte – che questa riforma partirà l’anno prossimo. Siamo tutti consapevoli che la riforma andrà fatta con grande attenzione, non siamo irresponsabili, ma è una proposta qualificante del programma politico di questo governo e tendiamo a farla bene con tutti i dettagli applicativi che saranno necessari”. Sulle ricostruzioni circa le coperture sul reddito di cittadinanza, “c’è la libertà di stampa – afferma il premier – quello che conta è quello che scrive il governo”. “Le cifre le facciamo noi – rimarca – avendo contezza dei dati Istat decidendo noi la platea: le altre non contano”. Riguardo alla legge di bilancio, “le lettere il governo italiano le spedisce”, ma “io vedrò Juncker nelle prossime settimane, perché ci tengo a mostrare personalmente la manovra e i suoi contenuti”, sottolinea ancora il presidente del Consiglio, frutto di “un lavoro serio e responsabile”. E “posso confermare – aggiunge Conte – che ci sono le risorse sia per finanziare il reddito di cittadinanza che vogliamo, sia per finanziare la riforma della Fornero che abbiamo concepito e progettato”.

”Siamo al lavoro per risolvere i problemi del paese – ha fatto sapere Giorgetti attraverso un comunicato diffuso al termine dell’incontro con Conte – e siamo sorpresi dalle polemiche inutili e pretestuose”. “Il governo va avanti unito con Lega e 5 stelle – si legge ancora – sulle cose da fare a cominciare dal dossier alluvioni, bilancio. Con l’Europa discuteremo con tranquillità e con le idee chiare senza arretramenti”. Parole che suonano come un chiarimento.

A intervenire è anche Riccardo Fraccaro, ministro per i Rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta. “Le complicazioni – sottolinea su Facebook – nascono quando si prova a insinuare dubbi sui punti inseriti nel contratto, che stiamo portando avanti come maggioranza contro tutto e tutti. Il governo non arretrerà di un solo millimetro, porteremo a casa uno ad uno tutti i punti del contratto. Chi non è convinto fino in fondo di ciò che facciamo è destinato a ricredersi. Il cambiamento va avanti senza se e senza ma”. 

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