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Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate

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TRIESTE – Una piazza Unità d’Italia gremita di folla, un silenzio commosso e partecipe, oltre mille uomini e donne delle Forze Armate schierati, 13 delegazioni straniere con centinaia di rappresentanti di Paesi ex nemici e alleati, due navi della Marina militare, il San Marco e il Rizzo, le Frecce Tricolori, sono questi alcuni degli elementi che hanno caratterizzato le celebrazioni tenutesi stamane a Trieste per il Giorno dell’Unità Nazionale, la Giornata delle Forze Armate e il centenario della Prima Guerra Mondiale. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, giunto in piazza Unità d’Italia dopo la deposizione di una corona al Sacrario di Redipuglia,  è stato accolto da una grande folla, cui si è voluto avvicinare per stringere la mano e  fare una carezza ai bambini e ai ragazzi presenti.

Molti i momenti di toccata partecipazione, in questa giornata istituita con l’obiettivo di conservare la memoria e la storia del nostro Paese e il ricordo dei moltissimi giovani, deceduti o mutilati, che hanno sacrificato la vita per la Patria.

Il Presidente della Repubblica, dopo aver rivolto le sue prime parole alla città di Trieste, ricca di storia e di cultura “profondamente italiana ed europea, città di confine e di cerniera” ed ancora insieme simbolo e metafora delle complessità e delle contraddizioni del novecento, ha voluto sottolineare come occorra “ribadire con forza tutti insieme che alla strada della guerra si preferisce coltivare amicizia e collaborazione, che hanno trovato la più alta espressione nella storica scelta di condividere il futuro nella Unione europea”

Il Presidente della Repubblica ha poi ricordato le vittime delle foibe e le sofferenze dei civili di allora invitando in modo particolare i giovani a mantenere una attenzione “vigile” rispetto a quel periodo oscuro del passato ed incoraggiando a tenere viva la memoria dei caduti e delle sofferenze della popolazione civile di allora come antidoto al rischio di nuove guerre.

Uno sguardo di attenzione alle nuove generazioni è stato rivolto anche dal Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, che ha invitato ad “agire come strumenti di pace, educando i nostri figli alla condivisione, alla solidarietà, al rispetto della dignità umana” per far sì che i nostri figli possano vivere in un mondo finalmente libero dallo spettro della guerra.

Il Presidente della Repubblica ha infine espresso solidarietà alle vittime e alle famiglie colpite dall’ondata di maltempo che ha investito l’Italia ed ha ricevuto in Prefettura di Trieste una delegazione di sindaci dei comuni del Friuli Venezia Giulia i cui territori e popolazioni hanno subito danni a causa degli eventi metereologici dei giorni scorsi. 

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