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Se si vuole si puo’

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Nell’autunno del 1959, usciva, cartaceo, il primo numero del mensile d’Emigrazione “Il Futuribile”. Il periodico nasceva per far conoscere i problemi della nostra Emigrazione che, a quel tempo, non era tutelata da leggi specifiche. Tanto che, molti italiani decidevano d’andare in Paesi d’Europa senza sicurezza di trovare lavoro.

 Molti erano artigiani, contadini e, non di rado, con famiglia al seguito. L’informazione, già allora, aveva un costo. Una tipografia d’amici stampava cento copie del mensile. Noi facevamo fotocopie e, dove era possibile, le facevamo avere per posta ordinaria o via fax. L’esperimento è durato per quattro anni. Poi, nel settembre del 1963, la testata chiudeva, definitivamente, la pubblicazione.

L’idea era piaciuta, anche seguita; ma i costi non erano coperti e di pubblici contributi neppure a parlarne. Ora, alle porte del 2019, è stato presentato il progetto “Radici”. Nel nuovo millennio e con la tecnologia informatica a basso costo, ritenevamo cle il progetto potesse decollare forte di un’esperienza precedente. Le finalità di “Radici”, egregiamente illustrate dal suo ideatore, Uff. Dott. Antonio Peragine, non solo sono attuali, ma anche adatte alle nuove esigenze di chi, italiano d’origine, vive e lavora all’estero. Eppure, nonostante l’interesse e la buona volontà, il progetto è rimasto tale.

 Ci chiediamo i motivi. Sulla nostra emigrazione, almeno quella dell’ultimo trentennio, l’esperienza non manca e neppure uomini “preparati” per discuterne i motivi e le cause. Invece, alle porte del 2019, siamo ancora a livello”progetto”. Senza una scaletta operativa gestita da italiani residenti oltre confine che credono in questo brillante progetto.

Quello che manca, guarda caso, è il numero degli “esperti” per la trattazione di una materia che è differente da Paese a Paese. Ma è pur sempre risultato della nostra “Emigrazione”. Ci auguriamo d’avere, presto, segali di disponibilità per un rilancio operativo di questo progetto. “Radici” , www.progetto-radici.it, non deve finirsi ancor prima di “nascere”.

Le disponibilità a collaborare devono essere inviati a : collabora@progetto-radici.it

Giorgio Brignola

redazione@progetto-radici.it

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