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Un Lecce indomito cede solo in nove. Sbilanciata la direzione di gara

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Sotto di due reti, i giallorossi accorciano al 47′ con Palombi. Dopo l’espulsione di Calderoni, Tabanelli trova il pareggio al 67′, ma al 76′ anche Meccariello viene allontanato dall’arbitro Di Paolo di Avezzano

LECCE – Con un gol al minuto 89, e in undici contro nove, il Pescara ha piegato un Lecce indomito che con il pareggio per 2 a 2 non avrebbe rubato nulla. Alla fine del lungo recupero però il punteggio segnala un 4 a 2 ingannevole, con la doppietta di Del Sole che ha risolto in extremis i problemi di una squadra che, avanti per 2 a 1 all’intervallo, si era fatta raggiungere nonostante l’espulsione di Calderoni per doppia ammonizione.

Sull’esito della gara pesa la condotta del direttore di gara, Di Paolo di Avezzano (sì, avete capito bene). All’arbitro non si può certo imputare il doppio giallo al laterale sinistro, ma il secondo cartellino a Meccariello è parso esagerato, soprattutto se rapportato al mancato intervento su una clamorosa manata di Campagnaro sul volto di La Mantia, elevatosi al 37′ mezzo metro più in altro per colpire di testa: il braccio del difensore, infatti, non è semplicemente aperto, come pure capita in area di rigore, ma quasi del tutto in verticale, con il chiaro intento di ostacolare l’attaccante del Lecce. Già ammonito due minuti prima, Campagnaro sarebbe andato dritto negli spogliatoi e gli ospiti avrebbero usufruito di un calcio di rigore. A questo episodio se ne aggiunge un altro: è l’11’ quando Del Grosso appoggia il pallone al suo portiere, Fiorillo, che raccoglie con le mani come se quello del suo compagno fosse stato un tocco involontario.

Il Lecce però è stato più forte di tutto questo. Con Venuti centrale insieme a Meccariello – mossa probabilmente dettata per contrastare la velocità degli attaccanti abruzzesi – è andato sotto di due reti e dopo 22 minuti la partita sembrava decisamente indirizzata dalla parte dei padroni di casa. Mancuso, di testa, aveva portato in vantaggio i suoi al terzo minuto, approfittando di una marcatura non certo irresistibile e Gravillon aveva raddoppiato colpendo di coscia, sugli sviluppi di un corner, dopo essersi liberato piuttosto facilmente di Meccariello. Trascorrono appena due minuti e ancora Mancuso potrebbe chiudere i giochi ma il suo tiro sibila sulla traversa.

La squadra di Liverani si è ricomposta e col passare dei minuti ha iniziato a giocare bene: Palombi al 40′ sfiora il palo alla sinistra di Fiorillo. L’attaccante di scuola laziale si fa perdonare al secondo minuto di recupero quando ribadisce in rete una respinta del portiere su un potente tiro di La Mantia. Con questa inerzia il Lecce ritorna in campo certo del fatto suo e al 50, con la Mantia, centra la traversa. Il centravanti, sul corrner che segue al salvataggio della difesa, chiama Fiorillo ad una impegnativa respinta. Poi arriva il rosso a Calderoni che, con il braccio molto aperto, manda a terra Marras che gli era sfuggito in velocità. In inferiorità di punteggio e di uomini, Liverani inserisce Marino per Scavone, mantenendo un assetto a due punte. Ci pensa Tabanelli, con un bel colpo di testa, a pareggiare al 67′. Il Pescara accusa il colpo mentre il Lecce gioca con autorevolezza.

Il tecnico dei padroni di casa, Pillon, manda in campo Crecco per Antonucci, mentre l’allenatore del Lecce, sempre al 73′, richiama La Mantia e fa entrare Falco con l’intento di guadagnare in fase di palleggio e di imprevedibilità nelle ripartenze. Il piano però viene sabotato dal secondo cartellino a Meccariello che sbilancia l’avversario pronto a scattare in profondità. L’azione è uguale a quella della prima espulsione, anche se si svolge dalla parte opposta ed è decisa da un fallo che è certamente da punire, ma l’ammonizione è decisamente una sanzione eccessiva nel contesto, peraltro, di una gara già condizionata dagli episodi precedenti . Pillon naturalmente ne approfitta schierando due attaccanti: dentro Monachiello per Machin e poi del Sole per Marras. Liverani getta nella mischia Cosenza, al posto di Palombi.

Il Pescara ha gioco facile a chiudere il Lecce nella sua metà campo, ma i giallorossi tengono con orgoglio le posizioni fino a quando Del Sole non tira fuori dal cilindro un tiro sul quale Vigorito non può farci nulla. Nella circostanza Cosenza non riesce a intercettare il pallone che taglia l’area di rigore e, sulla conclusione del giocatore pescarese, non c’è adeguata opposizione di Mancosu. Ma a quel punto del match il dispendio di energie del centrocampista sardo è un dato di fatto. Il Lecce ne ha ancora e ci prova. Il Pescara, da parte sua, ha paura tanto da meritarsi due ammonizioni per perdita di tempo e l’espulsione di Pillon che ha pure il coraggio di fare una sceneggiata per un fallo accordato a Mancosu sulla tre quarti. Il Lecce non sfrutta l’opportunità e nell’ultima azione di gioco ancora Del Sole fissa il punteggio sul 4 a 2.

Per gli abruzzesi una vittoria che vale il primo posto e un primo allungo sulla zona play off, per il Lecce una sconfitta che grida vendetta ma che conferma le qualità tecniche e morali di una squadra che sa rimediare ai propri errori, sui quali comunque c’è da lavorare, e tenere testa a qualsiasi avversario. Sabato prossimo giallorossi ancora in trasferta, sull’ostico campo del Cosenza.

di Gabriele De Giorgi (Fonte: www.lecceprima.it)

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