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Lo sport ed il settore giochi perdono anche gli investitori storici

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Dall’emanazione del Decreto Dignità, nel luglio scorso, il mondo del gioco d’azzardo ha subito un forte contraccolpo dovuto al totale divieto di sponsorizzare ogni tipo di gioco, manifestazione o iniziativa su qualsiasi mezzo. In pratica in Italia, il settore pubblicitario del gioco d’azzardo non ha più ragione di esistere a meno che non si chiarisca se almeno i messaggi puramente informativi e formativi possano avere modo di esistere senza essere fuori legge.

Gli investitori hanno quindi girato i tacchi e si stanno sempre più rivolgendo all’estero e anche le aziende di gaming stanno facendo lo stesso dopo che entrare a far parte del circuito italiano ha avuto le sue difficoltà a causa dell’accesso tramite bando di gara specifico per internet. Si va in Spagna, come nel caso del bookmaker Bet365 che ha già stipulato un accordo con Athletic Bilbao, Eibar, Espanyol, Getafe, Huesca, Rayo Vallecano, Celta de Vigo, Real Betis, Real Valladolid e Villareal, che permetterà di avere una sala scommesse all’interno di ogni stadio e di utilizzare i marchi dei club per le attività di marketing.

Lo sport italiano ha sempre goduto della presenza di finanziatori che hanno investito molto e costantemente, – ultimo caso in ordine di tempo è quello di StarCasinò divenuto main sponsor dell’Atalanta -, ma il pericolo molto più che reale è che questi gruppi si rivolgano al mercato estero data l’impossibilità di capitalizzare in Italia.

In Italia dal 2019 anche i contratti già in avranno come termine massimo il mese di luglio per cessare e da allora alla perdita di investitori si aggiungerà anche la perdita di introiti consistenti con il molto probabile crash di tante aziende operanti nel settore e nell’indotto con conseguente perdita di posti di lavoro. I numeri del settore Giochi sono significativi in quanto le aziende interessate sono circa 6.600 e si parla di più di 100.000 posti di lavoro tra filiera diretta e bar, autogrill, edicole e tabaccherie.

Oltre a questi aspetti un’altra preoccupazione deriva dalla possibilità che l’assenza di informazione possa riportare alla luce tutto il mondo sommerso e non regolamentato del .com che non subisce controlli da parte dell’Agenzia dei Monopoli e delle Dogane con un notevole danno sia per i consumatori che per le casse dello Stato. È quindi importantissimo che gli operatori AAMS intraprendano altre strade per fare in modo che i prodotti legali presenti sul mercato italiano non vengano eclissati.

Le polemiche non mancano ovviamente soprattutto per l’ostinazione del Governo a fare una lotta contro le aziende del Gioco d’Azzardo con l’obiettivo di debellare la piaga, come definita dal Vicepresidente del Consiglio dei ministri Luigi Di Maio, del gioco d’azzardo patologico. Ma il problema della dipendenza da gioco d’azzardo non sta certo nell’esistenza di aziende legali che operano nel settore. Il rischio è che, non solo non si debelli affatto questo tipo di dipendenze, ma che si facciano maggiori danni per i cittadini che affacciandosi al gioco d’azzardo online senza alcun tipo di indirizzo legale da seguire possano cadere nella trappola di siti non regolari con un maggiore rischio di entrare in un circolo vizioso di perdite incontrollate che li portino a diventare giocatori patologici, oltre alle perdite di introiti le casse dello Stato.

 

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