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Bari: stavolta basta un gol per vincere

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Stavolta niente regola del tre: basta un gol per vincere una gara di media difficoltà dove, ancora una volta, il Bari ha dato dimostrazione di sapersi districare alla meglio in difesa senza impensierirsi troppo, nonostante un buon gioco della squadra avversaria. Del resto non si può attendere sempre una vittoria con tre gol. Una vittoria che apparentemente è stata portata a termine con qualche grattacapo nel finale ma che, di fatto, la si può ritenere meritata anche perchè il gap tra le due squadre è apparso netto, troppo forte il Bari per poter impensierire un modesto e volenteroso Città di Messina.

Proveniente da due vittorie di fila, quella contro il Locri e quella mitica di Acireale, il Bari di Cornacchini cercava continuità nei risultati cavalcando l’onda dell’entusiasmo e della consapevolezza dei propri mezzi, caratteristiche già viste in tutto il loro splendore ad Acireale dove, nonostante in nove uomini, soffrendo, ha portato via i tre punti, segno di una squadra davvero forte e da battere.

E con tali presupposti, il Bari si è presentato, oggi, nel primo dei tre match che lo vedranno protagonista durante questa settimana, vale a dire la sfida, appunto, di oggi, quella di mercoledì prossimo nel turno infrasettimanale a Castrovillari, ed infine nella gara contro la Palmese di domenica prossima al San Nicola.

La condizione psicofisica della squadra ha raggiunto già un buon livello, e oggi era importante mantenere questa intensità proseguendo con l’approccio giusto evitando di snobbare l’avversario.

Nell’inedita sfida contro il Città di Messina, ennesima squadra del teatro dell’assurdo cui il Bari si sta abituando pian piano, Cornacchini, anche in vista del suddetto turno infrasettimanale di mercoledì, avrebbe dovuto fare di necessità virtù, con gli uomini contati in difesa tenuto conto dei due squalificati, Pozzebon e Mattera, di Aolisi ed il secondo portiere Siaoulys fuori gioco per i noti problemi fisici, ed invece ha mandato in campo la migliore formazione del momento, evitando stravolgimenti, col collaudato 4-2-3-1 facendo giocare Marfella in porta, Cacioli e Di Cesare in difesa come coppia centrale, Nannini e Turi terzini, Hamlili e Bolzoni a centrocampo, Piovanello, Brienza e Floriano a supporto di Simeri, unici attaccante in avanti.

Con nessun tifoso al seguito (pare che in casa loro vadano allo stadio non più di settanta-cento spettatori), e coi suoi giocatori, entrati in campo per tastare il terreno, che si emozionavano riprendendo il San Nicola coi loro cellulari quasi a sancirne la loro inusitata incredulità, Furnari, l’allenatore dei peloritani, ha risposto con Paterniti in porta, Bombara, l’argentino Tomàs Berra e Bellopede in difesa, Fragapane, Ferraù, Cardia, Cangemi e Fofana a centrocampo, Di Vincenzo e Codagnone in attacco.

La gara è iniziata col Bari a far la partita pur, almeno per i primi venti minuti, senza produrre alcuna occasione da rete, ed i messinesi a subire e a controllare, Città di Messina che ha fatto fatica a controllare il gioco del Bari, spesso commettendo fallo e molti errori a volta imbarazzanti, puntando sempre Brienza fermandolo spesso con le cattive, ma fermando un po’ tutti con maniere spesso ai limiti del regolamento.

Poi il Bari ha cominciato anche a rendersi pericoloso producendo occasioni da rete come quella di Brienza che, su calcio di punizione, ha mandato la palla di poco alto sulla trasversa. Quindi Piovanello che al volo ha concluso verso Paterniti che ha parato in due tempi. Insomma un Bari che pian piano si è fatto più insistente.

E a sancire l’evidente supremazia ecco il gol del Bari di Floriano che ha raccolto un traversone di Simeri, e di piatto lo ha messo in rete. Ancora Hamlili ha sbagliato una occasione per il 2-0.

Un Bari a cui va stretto il risultato nonostante non sia stato, nel primo tempo, il miglior Bari ma ha meritato il vantaggio anche perché il Città di Messina non ha mai tirato in porta, né si è reso mai pericoloso.

Nel secondo tempo il canovaccio non è cambiato, col Bari sempre a far la partita ed il Città di Messina che ha giocato in modo ordinato, pur coi suoi limiti, cercando di contenere la furia barese che si è concretizzata con Floriano che col destro ha avuto una opportunità per la quale ha tirato alto ad inizio secondo tempo.

Il gioco del Bari, inutile nasconderlo, è girato intorno a Brienza che si è mosso a tutto campo, tutta intuizione, verticalizzazioni, idee, imprevedibilità, insomma un leader in questa landa verde (trenta secondi di applausi alla sua sostituzione), le cui individualità hanno dato al Bari l’opportunità di cercare, invano, il secondo gol che lo avrebbe messo al sicuro, anche perché i peloritani hanno cominciato a giocare con intensità dando l’impressione di controllare meglio il gioco barese pur senza rendendosi mai pericoloso in avanti.

La gara è scivolata via con il Città di Messina che in una occasione ha impensierito Marfella (il quale, tra l’altro, è uscito a vuoto su una incursione siciliana) e che ha pressato il Bari nella sua metà campo lasciando ai biancorossi il contropiede che ha generato altre due occasioni da rete.

Un Bari, dunque, che consolida il primato in classifica, che prosegue il suo imperituro il cammino verso la vetta a suon di vittorie, un Bari capace di soffrire senza sbavature e con un’anima vincente, nonostante una Nocerina che non molla.

Massimo Longo

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