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Anche il terremoto…

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Qualcuno anni fa sosteneva con convinzione che la estrazione del petrolio poteva essere foriera di assestamenti tellurici e cioè essere causa di terremoti o, al minimo, di abbassamenti del livello delle terre vicine alle perforazioni. Timore molto reale visto che aveva determinato la fine delle perforazioni vicine a Venezia.

Naturalmente i media hanno minimizzato tali ipotesi e si è proceduto in Basilicata ad estrarre il prezioso liquido.

Son passati anni e tra alterne vicende il petrolio è stato estratto, l’inquinamento si è diffuso ed è stato comunicato, si è financo tentato di allargare l’operazione; la burocrazia e qualche volenteroso hanno rallentato lo sfruttamento ma i danni all’ambiente all’economia locale sono stati fatti.

Alcuni giorni fa per la prima volta a memoria d’uomo abbiamo avuto la prima scossa di terremoto made in Puglia a una quarantina di chilometri in linea d’aria dai pozzi e precisamente ad Altamura.

La mitezza meridionale e la nostra proverbiale capacità di dimenticare i problemi se l’hai fatta franca ci permetteranno di minimizzare la questione; poi si continuerà a fare tutto come sempre e come se il terremoto non ci fosse stato.

Infatti nessuno ha sollevato il possibile collegamento tra le due cose né si pensa ad uno studio in tal senso che costerebbe troppo alle organizzazioni di volontariato mentre i partiti tradizionali si guardano bene dall’inimicarsi i potenti dell’energia.

Noi diciamo che vogliamo forzatamente credere che probabilmente il nesso è casuale e quindi conserviamo ottimismo: cerchiamo di convincerci che è pura coincidenza e non v’è nesso tra le due cose, ma il senso di incertezza è fortemente cresciuto.

Il sud oggi è letteralmente saccheggiato di risorse minerarie (appunto il petrolio), energia solare, eolica, materie prime alimentari, risparmio, forza lavoro qualificata e non,…mentre non esiste una rappresentanza politica che almeno lo denunci e che interpreti efficacemente le istanze del territorio; quindi ci si affida ad una organizzazione politica messa su da alcuni piemontesi, lombardi e da un pifferaio ligure cui si affida la quasi totalità dei consensi. Organizzazione che promette, ai bisognosi che si impegnino a mettersi al più presto a lavorare (non si sa per chi ma si presume per aziende che vengano da altre parti) un reddito di cittadinanza che i corvi europei dicono chiaramente che andrà a gonfiare il debito che gli stessi beneficiari di oggi saranno chiamati a pagare con gli interessi…un pasticcio incredibile che getta ulteriore fango sulla immagine dei meridionali che così appaiono ancor più manovrabili di quanto non siano normalmente le masse degli elettori di tutto il mondo. In tento caos solo un miracolo può raddrizzare la situazione.

Nell’attesa di quel miracolo non ci resta che tenerci anche il terremoto…

Canio Trione

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