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Caso Desirée, cade accusa omicidio per due arrestati

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Il Tribunale del Riesame ha fatto cadere l’accusa di omicidio per due degli arrestati per la morte Desirée Mariottini, la 16enne di Cisterna di Latina, trovata morta nella notte tra il 18 e il 19 ottobre in un casolare abbandonato nel quartiere di San Lorenzo a Roma.

Si tratta di Chima A., il 47enne nigeriano, e di Brian M., 43 anni senegalese. Per i due, che restano comunque in carcere, cade anche l’accusa di violenza sessuale di gruppo in abuso sessuale su minore mentre resta quella per spaccio. Mercoledì 14 è intanto fissata l’udienza del Riesame per Mamadou G., il terzo africano arrestato a Roma: a questo punto anche per lui potrebbe cadere l’accusa di omicidio.

IL LEGALE – “Sono contenta per il mio assistito nella cui innocenza, alla luce delle indagini svolte, ho sempre creduto – afferma il difensore di Alinno C., l’avvocato Pina Tenga -. Mi dispiace – aggiunge – perché indagini condotte in tal modo rischiano di non rendere giustizia a quella povera ragazza”.

PROCURA – Nonostante la decisione del Riesame, la Procura di Roma va avanti sostenendo che la 16enne di Cisterna di Latina sia stata vittima di uno stupro di gruppo e di un omicidio volontario. “Siamo ancora nella fase degli indizi – spiegano dalla Procura – e quindi è giusto che il Tribunale faccia le sue valutazioni. Il nostro quadro accusatorio però non cambia di una virgola. Anzi”. Nel carcere di Regina Coeli, inoltre, comparirà davanti al gip per l’interrogatorio di convalida del fermo Marco M., il 36enne romano accusato di essere il pusher che avrebbe fornito agli arrestati droghe e psicofarmaci utilizzati per stordire la giovane e poterne abusare: l’uomo è accusato di detenzione e spaccio. 

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