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Tria invia a Ue lettera su manovra e debito

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Rivisto il documento di programmazione economica. il ministro, “2,4% deficit limite invalicabile”

Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ha inviato alla Commissione europea, entro i termini richiesti, la versione rivista del Documento Programmatico di Bilancio 2019, approvato ieri in consiglio dei ministri, assieme a una lettera di accompagnamento che ne illustra strategia e contenuti. Inviato anche il Rapporto sui fattori rilevanti sull’andamento del debito pubblico. “Il livello del deficit al 2,4% del Pil per il 2019 sara’ considerato un limite invalicabile”, scrive il ministro aggiungendo che nella manovra c’e’ un “cuscinetto di salvaguardia” se il Pil non arriva a +1,5%.

“Il governo conferma l’impegno a mantenere i saldi di finanza pubblica entro la misura indicata nel documento di programmazione, rispettando le autorizzazioni parlamentari. In particolare, il livello del deficit al 2,4% del Pil per il 2019 sarà considerato un limite invalicabile”. A scriverlo è il ministro dell’Economia Giovanni Tria, nella lettera di accompagnamento al Dpb inviata alla Commissione europea.

“Il Governo resta fiducioso nelle possibilità di conseguire obiettivi di crescita contenuti nel quadro programmatico del documento di programmazione”, scrive il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, nella lettera di accompagnamento alla versione rivista del Documento Programmatico di Bilancio 2019. Una missiva che illustra strategia e contenuti del nuovo Dpb approvato ieri dal Consiglio dei ministri. L’ Amministrazione del Tesoro ha anche inviato alla Commissione europea il Rapporto sui fattori rilevanti sull’andamento del debito pubblico, come richiesto con la lettera del 29 ottobre scorso. “Grazie all’espansione fiscale, alle riforme introdotte, al rilancio degli investimenti, alla riduzione del carico fiscale nelle piccole imprese, la manovra – afferma Tria – consentirà di conseguire un tasso di crescita superiore a quello tendenziale e di recuperare parzialmente il divario rispetto agli altri Paesi europei”.

Per “accelerare la riduzione del rapporto debito/pil e preservarlo dal rischio di eventuali shock macroeconomici, il governo ha deciso di innalzare all’1% del Pil per il 2019 l’obiettivo di privatizzazione del patrimonio pubblico”. A indicarlo è il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, nella lettera inviata alla Commissione europea, spiegando che “gli incassi costituiscono un margine di sicurezza per garantire che gli obiettivi di riduzione del debito approvati dal Parlamento siano raggiunti anche qualora non si realizzi appieno la crescita del pil ipotizzata”. “Tenuto conto di tali introiti e del loro impatto anche in termini di minori emissioni di debito sul mercato, e quindi minori interessi, la discesa del rapporto debito-pil sarebbe – sottolinea Tria – ancora più marcata e pari a 0,3 punti quest’anno, 1,7 nel 2019, 1,9 nel 2020, 1,4 nel 2021 portando il rapporto dal 131,

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