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Viaggio disincantato nell’Arte dei “Quattro” con Annibale Gagliani

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Nell’ambito della rassegna letterariaSenza Bagaglio – Ogni Libro Un Viaggio” oggi 15 Novembre alle ore 19,30 presso il circolo Arci Eutopia in via di via Montecassino 14 a Galatina sarà presentato il saggio di Annibale Gagliani “Impegno e disincanto in Pasolini, De André, Gaber e Rino Gaetano, edito da I Quaderni del Bardo. Durante l’incontro con l’autore Gagliani, interverrà l’editore Stefano Donno.

A seguire ci sarà la performance del cantautore Luigi Mariano che proporrà alcuni sui brani inediti e l’omaggio ai grandi cantautori italiani e alla loro forza sovversiva.

Il libro di Annibale Gagliani, «Impegno e Disincanto in Pasolini, De André, Gaber e R. Gaetano», ci indica la strada verso un Umanesimo Nuovo. Esso analizza emozionalmente e asetticamente gli ultimi centosessant’anni d’Italia e del mondo Occidentale (bilaterale) attraverso i Quattro  (Pasolini, De André, Gaber, Rino Gaetano).

I Quattro emanano una luce capace di penetrare nelle tenebre contemporanee che svuotano progressivamente l’individuo. L’ Arte intramontabile dei Quattro è disincanto allo stato puro: poesia, prosa, cinema, teatro e musica. E’ stata ritenuta l’ arma più potente per sfuggire all’omologazione socioculturale nel corso degli anni.

Attraverso il saggio di Annibale Gagliani si intraprende un “viaggio disincantato” attuato attraverso l’analisi dei testi, delle fonti e le testimonianze più vicine agli artisti.

Per Gagliani la scelta di affidarsi a questi Quattro a-topos della parola, del silenzio e del suono non è casuale. Egli dichiara: «Essi sono i più attuali che la nostra cultura contemporanea abbia sfornato e lo saranno per sempre, come accade ai più grandi. Sono visionari, sensibili ed estremamente innovativi. Tutto l’opposto del 99% degli pseudo-artisti che navigano in mainstream oggi. Quest’ultimi narrano il falso: i tatuaggi, il look alla moda e l’aria dannata li fa sembrare all’avanguardia, invece sono obsoleti dentro”.

Riguardo ai “Quattro” Paolo Dal Bon, presidente della Fondazione Giorgio Gaber afferma: «Essi hanno “un’intatta percezione del dolore”. Sono tutti e quattro intellettuali degli ultimi, narratori delle ingiustizie terrene verso i più deboli e osservatori delle grandi contraddizioni dell’uomo contemporaneo».

I Quattro Profeti hanno in comune la letteratura di formazione e le battaglie combattute, contaminandosi a vicenda indirettamente. Pasolini ha profondamente ispirato, soprattutto con i suoi Scritti Corsari, Faber, Gaber e Rino Gaetano. De André e Gaber sono gli artisti di punta del Sessantotto e si sono ritrovati ad avere una determinante amicizia in comune: Luigi Tenco, che ha collaborato con tutti e due e dopo la sua morte ha cambiato la vita a entrambi. Riguardo Rino Gaetano, è cresciuto leggendo Pasolini, ascoltando De André e guardando Gaber a teatro.

I “Quattro” venivano criticati dagli “intellettuali” del potere, dalla gente frivola che ghettizzava i loro testi per evidenti deficit di sensibilità. Uniti, tutti e quattro, sono invincibili. Diventano un’arma dolcissima in grado di colpire e migliorare una generazione, quella dell’autore.

Il poeta e scrittore Annibale Gagliani spiega le intenzioni del suo lavoro: «Se il saggio verrà letto da tanti giovani, magari si accenderà la curiosità di ascoltare con spirito nuovo i cantautori che cito, omaggiando di conseguenza l’opera totale di Pasolini. Allora sì, questo viaggio avrà un senso. Allora sì, ne sarà valsa la pena»

Mariangela Cutrone

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