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Trovato il sottomarino San Juan

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Un anno dopo. A distanza di quasi 365 giorni dalla sua scomparsa, è stato trovato nell’Atlantico il relitto del sottomarino militare argentino San Juan, che aveva a bordo 44 persone di equipaggio e di cui si erano perse le tracce il 15 novembre 2017.

La Marina e il ministero della Difesa hanno reso noto che a individuare il relitto è stata la nave privata americana Ocean Infinity – che dallo scorso settembre opera per la ricerca (con un contratto esteso fino al prossimo febbraio) – e un suo minisottomarino inviato a 800 metri di profondità.
Il San Juan era scomparso mentre si trovava nelle acque davanti a Ushuaia, da dove era salpato per raggiungere la base a Mar del Plata. Presumibilmente, a bordo si è verificato un incendio nel reparto batterie. Dopo l’ultima comunicazione inviata dal San Juan, i sismografi della regione hanno registrato un evento identificabile come un’esplosione. Come ha reso noto Ocean Infinity, il sottomarino è stato localizzato a circa 250 miglia nautiche (460 km) a est del Golfo San Jorge. Gli strumenti hanno permesso di individuare inizialmente ”un oggetto lungo 60 metri”. Il minisottomarino inviato in profondità e comandato a distanza ha consentito di cancellare ogni dubbio. La marina argentina ha provveduto ad informare i familiari dei 44 membri dell’equipaggio e successivamente ha diffuso la notizia. La zona in cui è avvenuto il ritrovamento era stata già battuta nelle ricerche eseguite subito dopo la scomparsa. Come ricordano i quotidiano La Nacion e Clarin, è stato indispensabile il pressing dei parenti delle vittime per riprendere il monitoraggio nell’area.

Nei mesi successivi all’ultimo messaggio ricevuto e alla successiva scomparsa, diverse le ricostruzioni di quanto avvenuto negli abissi: secondo alcune di queste, il sottomarino avrebbe iniziato a imbarcare acqua dallo snorkel, tubo che garantisce l’afflusso d’aria necessario al funzionamento dei sottomarini diesel per il tempo necessario alla ricarica delle batterie e anche all’aerazione dei locali. Questo avrebbe poi provocato un corto circuito e un principio di incendio nel contenitore delle batterie del sistema di ventilazione.

Secondo la marina argentina, attraverso le parole del capitano Gabriel Attis, il sottomarino San Juan è ”imploso”. Attis, comandante della base navale di Mar del Plata, ha spiegato che il relitto è stato rinvenuto ad una profondità di 907 metri. Lo scafo, in base alle immagini raccolte sinora, non presenta “falle significative”. “Lo scafo si presenta come un unico elemento totalmente deformato, collassato e imploso”, ha aggiunto. Le ricerche hanno permesso di appurare che detriti sono sparsi per un raggio di 70 metri. Le eliche, invece, sono state ricoperte da sabbia.

Il ministro della Difesa argentino, Oscar Aguad, ha fatto sapere che “non abbiamo i mezzi per recuperare il sottomarino San Juan”. “Non avevamo nemmeno i mezzi per scendere a quella profondità. Non abbiamo gli strumenti per recuperare un sottomarino con queste caratteristiche”, ha sottolineato aggiungendo: “I prossimi passi? Dobbiamo recuperare tutte le informazioni” in possesso di Ocean Infinity. E ha evidenziato che i tempi di eventuali interventi saranno dettati anche e soprattutto dalla magistratura. “Studieremo la situazione e valuteremo cosa fare. Ma gran parte di quello che succederà d’ora in poi dipenderà dalla giustizia, a cui competono le decisioni”. 

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