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Amichevole Italia Usa, chance per Tonali

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C’è amichevole con Usa, Mancini curioso vedere ‘gioiello’ Brescia 
Costacurta: ‘Nazionale straordinaria con Mancini’
Mancini tentato da millenial, con gli Stati Uniti è tempo di prove
L’Italia di Mancini saluta il 2018, l’anno in cui gli azzurri, dopo il disastro dell’era Ventura, non hanno partecipato ai Mondiali in Russia. Lo fa giocando un’amichevole contro gli Usa a Genk, città belga dove c’è una nutrita comunità di connazionali che, ovviamente, farà il tifo per gli azzurri. La nazionale statunitense dei figli d’arte Weah e Klinsmann ha un’età media di 23 anni e 318 giorni, ma anche Mancini punterà sui giovani, a cominciare dal ‘millennial’ Tonali che, fa capire il ct, avrà spazio anche se probabilmente non dall’inizio: “sono anch’io curioso di vederlo”, precisa il ct. “La nazionale degli Usa è un’avversaria giovane – spiega poi Mancini-, con giocatori di qualità come Pulisic, che sono quasi tutti in Europa. È una squadra che gioca, per noi non sarà una passeggiata. Per questo spero di vedere un’Italia che cerchi ancora di avere sempre la palla, propositiva, focalizzata sull’attacco. Voglio un’Italia che giochi sempre. Vedremo alcuni che hanno giocato meno e vorranno mettersi in mostra. Ci sarà un momento in cui farò le scelte e chi è qui e vuole rimanerci, deve darsi da fare: mi aspetto risposte da chi ancora deve darmene”. Sarà comunque una squadra di nuovo votata al possesso palla, e possibilmente più concreta in fase offensiva, dove Lasagna dovrebbe fare il centravanti e giocare dall’inizio.

“Se non fai gol non vinci – dice Mancini – ma fra Ucraina, Polonia e Portogallo abbiamo creato venti occasioni. Credo sia stata questione di sfortuna, l’importante è che giri un po’ la ruota, ma i gol là davanti li sanno fare e li faranno”. Al tecnico sarebbe piaciuto schierare la stessa formazione di sabato, ma sa per primo che sarà impossibile visto che in sei sono andati a casa: Insigne, Immobile, Florenzi, Pellegrini, Jorginho e Chiellini. “Qualcuno è un po’ stanco, devo fare delle verifiche nelle prossime ore – spiega il ct -, ma se quelli che sono rimasti stanno tutti bene, la formazione sarà la stessa di sabato, con alcuni innesti al posto di chi è andato a casa”. Spazio quindi alle alternative come l’altro giovane gioiello di metà campo Sensi (“nasce play davanti alla difesa, poi al Sassuolo si è spostato a fare l’interno ma può giocare in entrambe le posizioni”, lo descrive il tecnico), l’affidabile Acerbi, finora unica certezza della difesa della Lazio, e a Berardi che in Nazionale vuole riguadagnare spazio. Fra chi verrà riproposto si spera che Verratti e Barella ripetano tutto ciò che di buono hanno fatto vedere sabato scorso contro il Portogallo. In porta ci sarà Sirigu, “perché se lo merita”, sottolinea Mancini. In ogni caso, in attesa di sfidare gli americani anche loro esclusi a sorpresa da Russia 2018 e per questo profondamente rinnovati nei ranghi, Mancini palesa fiducia per il futuro: “bisognava trovare il bandolo della matassa per mettere in piedi in fretta una squadra competitiva – sottolinea -. E andando avanti così, nei prossimi mesi potremo giocarcela alla pari con tutti in Europa”. Meglio così, alle qualificazioni del torneo continentali, per le quali gli azzurri saranno teste di serie, non manca tanto.

 

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