fbpx

Terra dei fuochi: Il protocollo d’intesa non serve a niente

Print Friendly, PDF & Email

Ferrillo (Ass. Terra dei fuochi): “Il protocollo d’intesa non serve a niente. Questo governo del cambiamento è più mento che cambia, perché mente sempre. Si lamentavano di Renzi, loro dicono ancora più balle. Serve una rivolta, la gente deve scendere in strada e ribellarsi. Il ministro Costa è l’uomo sbagliato, da comandante della polizia e della forestale non fece nulla. Se l’esercito non ha poteri di polizia giudiziaria ha una funzione puramente di spaventapasseri. Don Patriciello? E’ un prete farfalla, va dove butta il vento e dice quello che fa comodo sentire dire al politico di turno”

Angelo Ferrillo, fondatore e portavoce dell’Associazione Terra dei fuochi, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” condotta da Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Sul protocollo d’intesa firmato ieri. “Noi siamo in prima linea da anni e conosciamo il problema fino in fondo, diciamo le cose come stanno chiunque sia al governo. Le abbiamo dette con Berlusconi, Monti, Letta, Renzi, Gentiloni e ora le ripetiamo con questo governo del cambiamento che è più mento che cambia, perché loro mentono sempre. Si lamentavano di Renzi, loro dicono ancora più balle. Il protocollo non serve a niente, l’esercito sta qua già dal 2008. Il protocollo firmato ieri prevede militari per le strade con la proroga della missione strade sicure. Ci sono pattuglie di militari che girano a vuoto sul nostro territorio e non servono a nulla. Se non hanno funzionato in questi 10 anni perché dovrebbero servire oggi? Loro continuano a mettere soldi per rinnovare queste missioni inutili. Serve una rivolta, la gente deve rivoltarsi, deve scendere in strada e bloccare tutto. Se continuiamo a credere alle stronzate di queste persone non ne usciremo mai. Tutte le stupidaggini che Costa va dicendo in tv, non le può dire a chi come me conosce il suo percorso. E’ stato comandante provinciale della polizia a Napoli e poi comandante del corpo forestale quando il problema della terra di fuochi impazzava. Poteva fermarla e non l’ha fatto quindi è l’uomo sbagliato per risolvere il problema. Se non è riuscito a farla quando ricopriva quegli incarichi, figuriamoci adesso da ministro. Se l’esercito non ha poteri di polizia giudiziaria ha una funzione puramente di spaventapasseri. Dovrebbero avere funzione deterrente, invece diventa un segnale per dire ai criminali: spostatevi da un’altra parte, qui ci siamo noi. E’ pure un modo stupido, ci vorrebbe quantomeno una pattuglia in borghese che abbia il potere di fare ispezioni e arrestare. Siamo il Paese di pulcinella. Anche Di Maio che conosce bene la situazione perché è di questo territorio si sta prestando. Si dovrebbe mettere mano alla tasca per legalizzare questa economia sommersa: dare soldi alle forze dell’ordine per il controllo del territorio e fare interventi di defiscalizzazione per le aziende che producono e trasformano.

“In questi anni c’è stata molta disinformazione –ha aggiunto Ferrillo-. Ancora oggi si continuano a confondere gli inceneritori con la terra dei fuochi. Gli inceneritori serve a chiudere il ciclo dei rifiuti urbani, non quelli speciali. Se sono necessari questi inceneritori vanno fatti per chiudere il ciclo dei rifiuti urbani, ma poi bisogna occuparsi dei rifiuti speciali. Oltre a subire il problema di respirare un’aria malsana, subiamo anche la disinformazione. Schiavone dopo 30 anni ha acceso i riflettori su rifiuti interrati 30 anni fa che costituiscono un problema secondario. E’ più grave il problema dei rifiuti che si continuano a bruciare a cielo aperto, piuttosto che quelli interrati 30 anni fa. Don Patriciello contento del protocollo? Lui è un prete farfalla, va dove butta il vento, va per uscire in tv e dice quello che fa comodo sentire dire al politico di turno. Il governatore De Luca, che ha fatto solo provvedimenti spot come i droni, una cosa giusta l’ha detta. Disse: la terra dei fuochi è in tutta Italia. Questo è vero, i roghi non avvengono solo qui. A Roma nei campi rom tutti i giorni ci sono decine di roghi che appestano l’aria delle zone limitrofe e ricordiamo che lì si fanno formaggi, castagne. In Lombardia sono andati in fiamme siti di trattamento di rifiuti. Lo dissi 15 anni fa: se non si mette mano a questo problema terra dei fuochi diventerà tutta Italia e così purtroppo è successo”.

Hai apprezzato i nostri contenuti? Aiutaci a condividerli.

RSS
Segui via Email
Facebook
Facebook
Google+
http://www.corrierenazionale.net/2018/11/20/terra-dei-fuochi-il-protocollo-dintesa-non-serve-a-niente
Twitter