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Mario Adinolfi e quel “prodigio sempre originale e commovente”

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«Quel bambino quando si fa grande potrebbe chiedere alla madre: “Perché mi hai privato del padre?”». Cito a memoria le parole di Mario Adinolfi, ospite della trasmissione “La quarta repubblica” condotta da Nicola Porro. Il bambino era il sicuramente bellissimo (non hanno mostrato il volto) figlio di due belle signore lesbiche, una, madre biologica, l’altra, madre adottiva.

Una famiglia splendida che non piace molto al simpatico Adinolfi, il quale, nella sua ingenuità ignora che un ragazzo intelligente, conoscendo il significato del verbo privare, non potrebbe mai fare una domanda del genere. Mio figlio non potrebbe mai rimproverami di averlo privato di un castello, giacché io non ero in grado di dargli un castello, non potrebbe mai rimproverarmi di averlo privato di grandi ricchezze, poiché io non ero in grado di dargli grandi ricchezze. La mia risposta al figlio poco intelligente che mi rimproverasse di averlo privato di queste cose, sarebbe: “Figlio mio, io non avevo la possibilità di darti un castello, l’alternativa era non farti nascere. Avresti preferito non nascere?”

Così, la madre lesbica potrebbe rispondere al figlio: “Figlio mio, io non potevo darti un padre, giacché non potevo sposare il donatore del seme grazie al quale sei stato concepito, l’alternativa era non farti nascere. Avresti preferito non nascere?”. E questa domanda Adinolfi, che è persona religiosa, potrebbe anche rivolgerla a Dio: «Signore, visto che non poteva avere un papà e una mamma, avresti preferito non nascesse il tuo “prodigio sempre originale e commovente?” (Paolo VI). Mario Adinolfi avrebbe preferito non fosse avvenuto il “fatto bellissimo” nella bella famiglia delle due belle signore.

Renato Pierri

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