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Draghi, fiducia nell’intesa Italia-Ue. Il debito deve calare

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Piazza affari brinda alla schiarita sulla manovra, +2,77%

‘Fiducioso che un accordo puo’ essere raggiunto’: cosi’ si e’ detto il presidente della Bce Mario Draghi a proposito del dialogo Italia-Ue sulla manovra: ‘Ho detto molte volte che i Paesi ad alto debito devono abbassarlo, perche’ riducendolo si rafforzano. Ma non aggiungo altro’. Nel suo discorso, Draghi ha aggiunto che ‘politiche insostenibili portano alla fine ad aggiustamenti socialmente dolorosi e finanziariamente costosi’. Quanto al Qe, si fermera’ a dicembre, ma ‘serve prudenza e uno stimolo e’ ancora richiesto’. Dopo Draghi piazza Affari chiude a +2,7% e lo spread a 290 (306 alla chiusura di venerdi’). Stasera vertice a quattro sulla manovra con Conte.

La Banca centrale europea tira dritto verso la conclusione degli acquisti netti di titoli con il mese di dicembre, ma insiste nel rassicurare che dopo questo passo la sua politica monetaria resterà fortemente espansiva. Quanto all’Italia e al braccio di ferro con la Commissione europea sulla manovra, “la situazione attuale è che ci sta un dialogo , sono sempre stato ottimista sul fatto che che si potesse trovare un accordo e non penso che sia il momento opportuno fare commenti”. Così il presidente della Bce, Mario Draghi, che interpellato sulla Penisola l’audizione trimestrale al parlamento europeo si è limitato a ricordare che “come ho detto tante volte, i Paesi con elevato debito pubblico devono ridurre il debito”. “E riducendolo – ha aggiunto – si rafforzano”. La fase positiva di crescita dell’area euro va sfruttata per “ripristinare margini di bilancio” con cui gestire la prossima fase di indebolimento. Ma in definitiva, anche se in maniera indiretta, sia nel discorso introduttivo, sia nelle domande e risposte con gli Eurodeputati, di commenti riferibili all’Italia ce ne erano diversi. Come quello sulle “politiche nazionali insostenibili” che possono costringere a “dolorose correzioni” e mettere rischio la coesione di tutta l’eurozona. Perché i rischi di uno Stato “possono trasferirsi ad altri Paesi con fragilità simili o con forti legami con il Paese dove si sono creati. E in ultima istanza – è il monito – politiche insostenibili possono costringere a correzioni economicamente e finanziariamente dolorose, che possono minare la coesione dell’Unione monetaria”. E poi una affermazione che stronca le ipotesi di valuta parallela o minibot. “L’euro – ha detto Draghi – è l’unica valuta dell’Unione monetaria”, e “queste valute parallele – di cui gli ha chiesto un eurodeputato spagnolo – sono valute, e allora sono illegali, oppure sono debito e quindi vanno ad aumentare lo stock di debito. Non penso ci possa essere una terza possibilità”.

Intanto la Bce conferma l’intenzione di interrompere con la fine dell’anno gli acquisti netti di titoli del quantitative easing: “posto che i dati che giungeranno confermino le nostre attese di medio termine di inflazione, è atteso che gli acquisti netti di titoli si concludano con dicembre”. Al Consiglio direttivo della Bce “l’impressione” è che non ci si trovi alla vigilia di “una grave recessione”. “Ma anche se questo fosse il caso la politica monetaria resterà molto accomodante”, anche dopo lo stop agli acquisti netti di titoli, tra tassi di interesse a zero e rinnovo dei titoli accumulati con il Qe che giungeranno a scadenza. La crescita economica dell’area euro ha mostrato una “perdita di slancio” nel terzo trimestre, sia a riflesso di fattori globali, come l’indebolimento del commercio, sia a causa di specificità di “alcuni Paesi o settori” (anche qui è probabile che l’accenno sia anche al caso Italia). “Una parte del rallentamento potrebbe anche risultare temporanea. Peraltro, gli ultimi dati mostrano già una qualche normalizzazione della produzione nel settore auto che è stato coinvolto da fattori una tantum”. “Al tempo stesso – ha avvertito il capo della Bce – i rischi legati al protezionismo, alle vulnerabilità dei mercati emergenti e alla volatilità della finanza restano notevoli”.

 

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