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Progettava attentati con veleno, arrestato palestinese a Macomer

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Un ordigno chimico-biologico, da utilizzare per avvelenare falde acquifere, serbatoi o acquedotti. Sarebbe stato questo l’obiettivo terroristico, apprende l’AdnKronos da fonti investigative, dell’uomo arrestato a Macomer nel nuorese, in Sardegna, al termine di un blitz della Polizia. Alaji Amin, 38 anni, di origine palestinese, è stato arrestato in pieno centro dagli uomini dei Nocs, che lo hanno pedinato a lungo prima di bloccarlo mentre era alla guida di un furgone.

Gli investigatori sarebbero arrivati a lui proprio attraverso lo sviluppo delle indagini connesse al tentativo di acquisto di materiali utili a confezionare l’ordigno. Per questo motivo era da tempo seguito, monitorato e pedinato dagli investigatori: avrebbe tentato, apprende l’AdnKronos, di acquistare online un certo quantitativo di Metomil, un pesticida.

In ambienti investigativi filtra poi un altro particolare significativo: in Libano un suo cugino tentò in passato di avvelenare una cisterna d’acqua utilizzata dall’esercito libanese. E’ possibile quindi che Amin puntasse a un attacco chimico o batteriologico dell’acquedotto della caserma dell’Esercito di Macomer, dove è di stanza il 5° Genio Guastatori della Brigata Sassari. Gli inquirenti, riferiscono all’AdnKronos fonti investigative, hanno potuto verificare che l’uomo cercava sul web componenti velenose e pesticidi dalla concentrazione di molto superiore a quella consentita nei prodotti di libera vendita in Italia. Il materiale informativo raccolto sulle tossine alimenta il sospetto che ci fosse un progetto di attacco con la ricina o l’antrace. Le indagini sarebbero state corroborate anche da dettagliati report dell’Aise dal Libano. La collaborazione con l’intelligence italiana avrebbe contribuito a fare luce sulla progettualità terroristica dell’uomo.

Nel suo smartphone, inoltre, gli investigatori hanno trovato materiale riferibile all’Isis e “vastissima documentazione” su sostanze velenose e cancerogene come le aflatossine letali B1 e il pesticida Metomil. L’immediata perquisizione effettuata con il concorso della polizia scientifica ha portato al sequestro di supporti informatici e campioni di sostanze in polvere. Si sta cercando in particolare di capire se Amin abbia agito da solo o per conto di qualche organizzazione terroristica. Il 38enne nel frattempo è stato portato nel carcere di Badd’e Carros, a Nuoro. 

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