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Global Compact, tensione di governo

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Il punto di caduta è allargare la questione al dibattito parlamentare. E da lì decidere la posizione dell’Italia rispetto al Global Compact for Migration, il patto lanciato dall’Onu nel settembre 2016 allo scopo di garantire a livello internazionale “una migrazione sicura, ordinata e regolare”. Dietro la fuga in avanti del vicepremier Matteo Salvini, a cui è seguito l’annuncio del presidente del Consiglio Giuseppe Conte di dare spazio alla discussione in Parlamento e prender tempo disertando l’appuntamento di Marrakech, a quanto si apprende si celerebbero nuove tensioni tra i due alleati di governo, M5S e Lega.
E il punto di incontro, sta proprio nella decisione di prender tempo, mettendo nel freezer la questione. Ma si tratta di un mero rinvio. La situazione, spiegano fonti di Governo M5S, rischia “di esplodere quando verrà affrontata nelle aule parlamentari, perché sul global compact siamo distantissimi”.
Non solo. Fonti M5S rimproverano al premier Giuseppe Conte di aver inizialmente “preso sotto gamba la questione – dice un membro del governo pentastellato all’Adnkronos – dichiarando il 26 settembre scorso all’Assemblea generale dell’Onu il sostegno italiano al patto internazionale sulle migrazioni. Poi è stato costretto alla retromarcia, alle prese col braccio di ferro tra noi e la Lega. Noi abbiamo tenuto la linea, diramando una nota a stretto giro di posta. Ma in realtà, sul global compact si annuncia una nuova battaglia, e sarà durissimo tenere i nervi saldi e compatte le file del Movimento”.

Dal canto suo, Matteo Salvini ribadisce come il governo, non partecipando all’assemblea di Marrakech, stia “facendo la scelta più democratica che si possa fare e che hanno fatto anche gli svizzeri. Essendo una Repubblica parlamentare il governo, rispettosamente, trasparentemente, aspetterà che sia il Parlamento a dare le indicazioni”.
Quanto al cambio di posizione da parte del governo dopo le assicurazioni date all’Assemblea dell’Onu dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, “c’erano presupposti diversi”, spiega Salvini, assicurando che “ci sarà una posizione comune Lega-Cinquestelle”, anche se “la mia posizione la conoscete: sull’immigrazione decidono l’Italia e gli italiani”. Infine, sui tempi relativi al dibattito parlamentare sulla questione, “mi sembra che il Parlamento sia abbastanza affollato di iniziative”, conclude il ministro dell’Interno, senza quindi indicare tempi certi. 

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