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Francia. Gilet gialli in piazza, feriti e auto in fiamme

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36mila manifestanti in Francia, sono 5.500 a Parigi

Alcune automobili parcheggiate nella avenue de Friedland, che parte dall’Arco di Trionfo in direzione perpendicolare agli Champs-Elysees, sono state date alle fiamme dai casseur mescolati ai manifestanti con i gilet gialli a Parigi. Gli scontri continuano con le forze dell’ordine. La prefettura ha fornito un nuovo bilancio di 20 feriti (6 tra gli agenti) e 122 fermi. Il premier Edouard Philippe ha detto che i manifestanti sono 36mila in tutta la Francia, 5.500 a Parigi. 

E’ guerriglia sugli Champs-Elysees dove migliaia di Gilet gialli si sono radunati per protestare contro le iniziative del presidente francese Emmanuel Macron. Polizia e manifestanti si sono scontrati, facendo almeno 20 feriti, tra cui 6 agenti, mentre in 140 sono stati fermati. I dimostranti hanno dato fuoco a cassonetti e auto, in molti con il volto coperto da maschere antigas o occhiali per proteggersi. 17 stazioni metro sono state chiuse. Il premier Edouard Philippe si e’ detto “scioccato” per le azioni contro “i simboli della Francia“, come l’accerchiamento della tomba del milite ignoto, un gesto che invece ha ricevuto il plauso della leader di estrema destra, Marine Le Pen. Parole di sostegno ai manifestanti sono arrivate anche da Jean-Luc Melenchon, leader dell’estrema sinistra de la France Insoumise, che ha definito il movimento dei Gilet gialli “una rivoluzione dei cittadini”. “Emmanuel Macron e’ riuscito a lanciare una rivoluzione ma non quella che credeva”. 

“Come precauzione di sicurezza” è stata decisa l’evacuazione dei grandi magazzini Printemps Haussman, nel cuore di Parigi. Su twitter, il sindaco di Parigi Anne Hidalgo ha detto di “provare profonda indignazione e grande tristezza di fronte alle violenze nel cuore di Parigi”. “Sono inaccettabili – ha scritto – Il nostro Paese si trova davanti ad una sfida importante, che non può che essere risolta attraverso il dialogo. Noi dobbiamo al più presto ritrovare questo percorso”. 

Intanto il presidente francese Emmanuel Macron, in Argentina per il G20, viene “regolarmente informato sull’evoluzione della situazione, come in ogni manifestazione”, fanno sapere dall’Eliseo.Il primo ministro Philippe si è detto scioccato dalle violenze, denunciando scene “di una violenza raramente raggiunta” e il fatto che le violenze siano avvenute nei pressi di simboli della Repubblica. Il ministro dell’Interno Christophe Castaner, che in mattinata si è recato sul posto per rendersi contro personalmente della situazione, ha pubblicato su Twitter un video in si vedono manifestanti che indossano i gilet gialli simbolo della protesta mentre, sotto l’arco di trionfo con l’aria densa a causa dei lacrimogeni, rimuovono delle transenne di ferro e lanciano sassi contro gli agenti. Marine Le Pen su Twitter ha elogiato i gilet gialli: “Complimenti ai gilet gialli che si sono schierati con il loro corpo cantando la Marsigliese per proteggere la fiamma del milite ignoto dai casseur”, ha scritto allegando una foto.Tutto è cominciato alle 8.45, quando alcuni dimostranti hanno provato a forzare un posto di controllo in alto agli Champs Elysees, vicino a place de l’Etoile: gli agenti li hanno dispersi con i gas lacrimogeni. Alcune centinaia di persone, infatti, si erano ritrovate già a partire dalle 8 ai piedi dell’arco, ben prima dell’ora prevista per il raduno, intorno alle 14. A fine mattinata gli scontri restavano concentrati sempre nei pressi dell’Arco di trionfo, piombato in una nuvola di gas lacrimogeno e contro i manifestanti, alcuni dei quali incappucciati e a volto coperto, gli agenti hanno usato cannoni ad acqua. La prima giornata nazionale di mobilitazione, il 17 novembre, aveva raccolto 282mila manifestanti, mentre alla seconda giornata il 24 novembre avevano partecipato 106mila persone, di cui 8mila a Parigi, stando alle cifre del ministero dell’Interno. Sabato scorso erano stati 103 i fermati. Giovedì Macron aveva aperto al dialogo, chiarendo tuttavia che non intendeva annullare l’aumento delle tasse sui carburanti che dovrebbe scattare a gennaio. Ma venerdì si è rivelato un flop il primo incontro di concertazione fra il premier Philippe e i gilet gialli a Matignon, dal momento che si sono presentati solo due rappresentanti. Blocchi stradali e proteste intanto anche in altre zone della Francia: da Strasburgo a Nîmes, nonché su diverse autostrade e a Pau, Tolosa, La Rochelle, Saintes e Bergerac. 

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