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Dopo lo slittamento della manovra depositati gli emendamenti

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Dopo lo slittamento della manovra economica alla camera depositati gli emendamenti del governo. E’ stato procrastinato l’invio del testo sulla manovra a Montecitorio e soltanto in giornata è giunto il primo pacchetto di emendamenti emessi dal governo

di Monica Montanaro                                                                                                   

Una serie di proroghe hanno fatto slittare gli appuntamenti politici già prefissati, il governo ha presentato il pacchetto di modifiche al decreto posticipandolo di qualche ora nella giornata odierna.

La commissione è stata convocata nella giornata di oggi per valutare gli emendamenti del governo e dei relatori e le circa 500 richieste di modifica avanzate dai gruppi parlamentari, ma il ritardo nel deposito delle suddette proposte emendative ha spinto il presidente della commissione Bilancio, Claudio Borghi, ha procrastinare l’approdo in Aula della Camera di un giorno e dunque comunicando che si discuterà il decreto soltanto mercoledì prossimo.

Dopo un’attesa prolungata il governo oggi ha depositato in Commissione Bilancio il primo pacchetto di emendamenti, ammontanti ad un totale di 54, che prevedono misure in tema di sanità, ma non contenente modifiche concernenti l’ambito della famiglia molto atteso, dunque riguardanti il reddito minimo e le pensioni, nella fattispecie quota 100 elaborata per destrutturare e cancellare definitivamente la legge Fornero, né tantomeno si fa menzione sui tagli alle pensioni d’oro.

Tra gli emendamenti presentati e sottoposti al vaglio della commissione vi è una norma concernente i centri per l’impiego rientrante nella riforma più ampia del reddito di cittadinanza che impone un rimpinguamento degli personale addetto ai centri stessi, si è decretato un piano di assunzione delle unità fino a 4mila, tale incarico verrà affidato alle Regioni alle quali è prevista l’aggiudicazione di stanziamenti economici che verranno spalmati negli anni avvenire a partire dal 2019 e reperibili dal Fondo per il reddito di cittadinanza come riportato e regolamentato nella legge di Bilancio.

Un’altra proposta di modifica contenuto degli emendamenti tratta del taglio dell’IMU nello specifico quello sui capannoni industriali che muta dal precedente 20% al nuovo 40%, richiesta avanzata su iniziativa del vicepremier Matteo Salvini il quale ha assunto un impegno improrogabile con gli imprenditori e artigiani nei giorni scorsi. Con tale modifica si introduce l’articolo 4-bis che celebra codesta formula: “l’imposta municipale propria relativa agli immobili strumentali è deducibile ai fini della determinazione del reddito di impresa e del reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni nella misura del 40%”, le risorse per farvi fronte sono attingibili dal Fondo per l’attuazione del programma di Governo osservando la legge di Bilancio.

Ed infine nel pacchetto sono presenti norme che disciplinano il settore delle Asl apportando innovazioni tra le quali l’affidamento di incarichi professionali ai medici privati nel caso di non copertura di dottori dipendenti del Ssn. Altresì gli incarichi pattuiti a tempo determinato possono sussistere soltanto per un unico rinnovo laddove manchi il personale medico dipendente del Ssn, ovvero non è possibile attingere a graduatorie aperte o non vi siano in corso concorsi attivi.

Molto probabilmente il governo presenterà una secondo pacchetto di modifiche concernenti i temi cosiddetti “caldi” rinvenibili nel calendario dell’agenda  del contratto di governo e che sono di assoluta impellenza di attuazione rispetto alle esigenze di carattere prioritario derivanti dalla base elettorale ossia il popolo italiano particolarmente dalle fasce deboli che hanno risentito maggiormente dei contraccolpi della crisi economica avvenuta negli ultimi tempi. 

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