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A conti fatti

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Con gli anni, l’Euro ci ha meravigliato. Per fare un calcolo su specifici parametri di riferimento, abbiamo preso in esame i prezzi di prodotti merceologici all’ottobre del 2000 (quando c’era ancora la Lira) e li abbiamo confrontati con quelli attuali in Euro. Per evitare ogni sorta di dubbio, abbiamo tenuto conto dell’inflazione che, ai tempi della liretta, proprio non mancava. Nonostante tutte le”cautele”, il costo della vita è aumentato. Con una media di compensazione superiore allo 0,85 % l’anno. Anche se, i dati ufficiali, riportavano una crescita minore. La busta paga, per il periodo preso in esame, ha registrato un incremento, medio, dello 0,65% su base annua. Il rapporto guadagno/spesa non regge, di conseguenza, i paragoni con i tempi della Lira.

 Dato che il rapporto di conversione è stato Lit.1936,27 per un Euro, i prezzi, a conti fatti, sono quasi raddoppiati da subito. Anche perché non s’è avviato, da subito, un meccanismo di controllo efficace dei prezzi al consumo. Anche se la moneta europea non potrà cambiare il suo rapporto di conversione, c’è da rilevare che l’Euro ha avviato una spirale inflazionistica indiretta che, col tempo, s’è fatta palese. Ovviamente, dietro i profili economici, sono seguiti anche quelli politici. A svantaggio dei redditi da lavoro dipendente e pensione. Per i commercianti, tutto è stato più “lineare”. Se il prezzo all’origine saliva, bastava aumentare i prezzi di vendita il minuto. Almeno prima della ben nota crisi di liquidità di quest’ultimo quinquennio. Realtà che ci seguirà anche nel 2019.

 Intanto, gli utili dei lavoratori dipendenti sono calati, la disoccupazione è aumentata e i commerci al minuto ne hanno risentito. Tutto è principiato nel 2009. Anche se il “sentore” si era evidenziato in precedenza. Come già avevamo scritto, sarebbe stato meglio prospettare un referendum sull’adozione dell’Euro. Non c’era l’obbligo immediato d’aderire alla moneta unica. Per controllare i fenomeni di mercato, sarebbe indispensabile confrontare i prezzi dei generi di più largo consumo a livello comunitario e il correlato trattamento economico di salari e pensioni in area UE. In Italia è mancata, a nostro avviso, la volontà per portare avanti un tale programma. Dato che”pecunia non olet”, la strada rimane in “salita”. Di più per i Paesi UE che si affacciano sul Mediterraneo.

Giorgio Brignola

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