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L’influenza ‘non è pericolosa’ e ‘il vaccino non funziona’? Fake news

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L’influenza non è pericolosa e il vaccino non è molto efficace. Non è vero, e a smontare queste fake news ‘di stagione’ sono gli esperti dell’Istituto superiore di sanità (Issalute.it) in partnership con l’AdnKronos Salute. L’influenza – si ricorda – uccide ogni anno tra le 300.000 e le 500.000 persone in tutto il mondo. E’ ancora oggi la terza causa di morte in Italia per patologia infettiva, preceduta solo da Aids e tubercolosi. Attraverso la somministrazione del vaccino si previene la morte e i ricoveri in ospedale per complicanze.

E’ vero, “l’influenza è una malattia che viene da molte persone considerata banale e senza effetti collaterali. In realtà, la gravità non è l’influenza, che di per sé non è una malattia preoccupante, ma le sue complicanze – avvertono gli esperti – come, ad esempio, la polmonite o il peggioramento di malattie che già si avevano in precedenza, soprattutto le malattie cardiovascolari o polmonari. Ogni anno colpisce, in forma più o meno severa, tra il 10-20% della popolazione generale. I soggetti più a rischio sono, di solito, quelli in maggiore stato di vulnerabilità e compromissione del sistema immunitario, ovvero gli anziani, le donne in gravidanza e i bambini molto piccoli”.

Il consiglio è di “evitare il fai-da-te, vaccinarsi contro il virus dell’influenza, in modo da salvaguardare la propria salute o quella dei propri figli e di rivolgersi sempre al medico per avere una valutazione corretta delle condizioni complessive per procedere alle cure più adeguate. L’immunizzazione annuale con il vaccino anti-influenzale è un importante strumento di sanità pubblica che previene la malattia durante l’inverno, ovvero quando il virus circola maggiormente, e protegge per almeno un anno dalla somministrazione”, sottolinea l’Iss.

Non solo. “Il timore frequente nella popolazione che i vaccini contengano sostanze pericolose per la salute è certamente infondato. Nei vaccini, oltre al principio attivo, sono inclusi tre tipi di sostanze, presenti in quantità stabilite a livello internazionale, e cioè adiuvanti, stabilizzanti e conservanti. Gli adiuvanti – spiega l’Iss – potenziano la capacità del vaccino di fornire una risposta immune, gli stabilizzanti mantengono la composizione chimica del vaccino, mentre i conservanti impediscono la crescita di germi nel preparato”.

I vaccini attualmente disponibili “devono passare rigorosi test di sicurezza prima di essere approvati per l’uso (negli Stati Uniti da parte della Food and Drug Administration, in Europa da parte dell’European Agency for the Evaluation of Medicinal Products). Questi test sono obbligatori per legge e il monitoraggio continua anche una volta che essi entrano in commercio”.

Anche nei confronti del temuto thimerosal, “un composto organico contenente mercurio che ha suscitato in passato alcune perplessità, sono numerosissimi gli studi condotti in tutto il mondo – rilevano gli esperti – che hanno fornito prove sufficienti a dimostrare l’assenza di rischi gravi per la salute”.

Altra ‘bufala’ diffusa è che quando un ragazzino ha, per esempio, il raffreddore, non lo si possa vaccinare. Le malattie lievi, come il comune raffreddore, “non compromettono la capacità del sistema immunitario di rispondere in maniera corretta ai vaccini. Molte mamme sono convinte che sia rischioso far somministrare un vaccino al proprio figlio quando ha raffreddore o tosse. I bambini con sintomi e infezioni lievi, come raffreddore, tosse o dolore alle orecchie, possono ricevere tutti i vaccini raccomandati, così come chi ha avuto febbre lieve dopo una precedente dose del vaccino, pregresse convulsioni febbrili o storia familiare di convulsioni, terapia antibiotica in corso, terapia con antistaminici, prematurità, gravidanza della mamma”, replicano dall’Iss.

Anche i vaccini, come tutti i farmaci, “presentano delle controindicazioni, cioè delle condizioni che aumentano il rischio di effetti collaterali. Tuttavia, le vere controindicazioni alla vaccinazione sono pochissime – si spiega – tra cui una reazione allergica grave a una precedente dose di vaccino o al componente di un vaccino oppure, solo per alcuni tipi di vaccini, il deficit del sistema immunitario”.

“In alcune situazioni, invece, la vaccinazione può essere controindicata solo temporaneamente e va semplicemente rimandata, per esempio in caso di infezioni gravi con febbre elevata. Per ogni dubbio – concludono -si consiglia di consultare il proprio medico cercando di evitare un rinvio ingiustificato”. 

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