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La storia di Martina, che ha vinto lo Zecchino d’Oro

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Martina (con il vestito azzurro) canta con Alyssa Palombo

Ha iniziato intonando “Ci son due coccodrilli…”, quando aveva due anni, e non ha più smesso di cantare. La passione per le sette note, coltivata anche con tanto studio e una buona dose di tenacia, l’ha portata fino a vincere lo Zecchino d’oro.

Martina Galasso, 10 anni, della Sacca di Esine, nelle scorse settimane ha trionfato al “festival dei bambini”. Insieme alla compagna d’avventura Alyssa Palombo, ha interpretato la canzone vincitrice della 61esima edizione, “La rosa e il bambino”, scritta da Mario Gardini, con la musica di Giuseppe De Rosa.

«Quando ho sentito il titolo della canzone vincente, ci ho messo un po’ a realizzare quello che stava accadendo. Poi ho provato tanta gioia. È stato tutto inaspettato», confessa Martina, comunque non nuova ad esperienze di questo genere. In passato, infatti, ha partecipato a concorsi come il “Tour Music Fest” e “Vocine Nuove Castrocaro”, sempre con brani presi dal repertorio dello Zecchino d’Oro e adatti alla sua voce.

Naturalmente, tanto orgoglio per i genitori e tutti i famigliari che l’hanno seguita passo dopo passo in questa avventura. Il papà, Cristiano, osserva: «E’ stata una bellissima sorpresa. Siamo orgogliosi di essere stati in Antoniano e siamo anche contentissimi che a nostra figlia sia stata affidata una canzone così bella, perché è la canzone che ha vinto, le bambine l’hanno interpretata ed interpretandola l’hanno portata a vincere». Il testo racconta di una rosa che rischia di congelare dopo il sortilegio di una strega cattiva. Nessuno se ne prende cura, tranne un bambino che, con le sue mani calde, si avvicina e spezza il maleficio. La musica è dolce e coinvolgente.

Per Martina non è stata la prima partecipazione allo Zecchino d’oro. «A sette anni sono arrivata in finale – sottolinea -. Ho deciso di partecipare perché non è una competizione tra bambini. Nessuno vince, vinciamo tutti».

Il successo all’Antoniano è frutto anche di tanto studio. Da quattro anni Martina prende lezioni di canto e solfeggio all’Accademia “A. Vivaldi” di Darfo. «Ho pianto quando ho saputo che Martina aveva vinto – racconta la sua insegnante, Elena Ravizza -. Sono stata più emozionata in questa occasione, rispetto a quando vincevo i miei concorsi. È come se fosse mia figlia, io considero figli tutti i miei alunni». Naturalmente il percorso di studi continuerà anche dopo lo Zecchino d’Oro.

Per Martina la musica ora è soprattutto un divertimento, ma sogna di diventare una cantante famosa, una volta grande. «Quando canto provo sempre una forte emozione e gioia. All’inizio sono tesa, poi però passa tutto e sono felice». Nel suo repertorio c’è una canzone che ha un posto speciale. S’intitola “Regalerò un sogno”. «Questo brano mi ha aiutata molto in questa avventura allo Zecchino d’Oro. Parla della lotta per realizzare i propri sogni. Ogni volta che c’è un concerto la voglio cantare».

L’esperienza allo Zecchino d’Oro le ha regalato tanto. Anche dal punto di vista umano. «Ho fatto amicizia con molti bambini dell’Antoniano, miei coetanei, ma ho legato anche con quelli più piccoli. Continuiamo a rimanere in contatto in chat», sottolinea Martina. Ora per lei l’impegno a scuola e nello studio della musica, per continuare a costruire il suo sogno.

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