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Sisto (FI): “Parole Fico su conflitto d’interessi?

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Sisto (FI): “Parole Fico su conflitto d’interessi? Mi spiace che il Presidente della Camera si metta a fare politica in modo così spregiudicato. Il M5S comincia a sentire il fiato sul collo dei partiti tradizionali, torna a preoccuparsi di Silvio Berlusconi. Si ha la percezione di un fallimento, l’inaffidabilità di coloro che si propongono come alternativa ai partiti tradizionali sta determinando il calo di consensi. Non è un caso che tanti di sinistra dicano: quando c’era Berlusconi si stava meglio. I conflitti d’interessi veri sono quelli criptici, come quelli del M5S con la Casaleggio associati. E’ evidente che alcune trasmissioni Mediaset abbiano fatto il gioco di populisti e sovranisti. Spazzacorrotti? Le leggi non si definiscono con le parolacce. Il nostro è un sistema con presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva, il M5S propone il contrario: la presunzione di colpevolezza fino a sentenza definitiva. Hanno ribaltato il principio costituzionale. Se Bonafede è in linea con la sua genesi di avvocato? No, credo sia preda dell’ebbrezza giustizialista del M5S”

Francesco Paolo Sisto, deputato di Forza Italia e legale di Silvio Berlusconi, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” condotta da Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Sulle parole di Roberto Fico nei confronti di Berlusconi e del conflitto d’interessi. “Mi spiace che il Presidente della Camera si metta a fare politica in modo così spregiudicato, quando il suo ruolo gli imporrebbe di mantenere un atteggiamento terzo –ha affermato Sisto-. In politica i conflitti d’interessi non sono quelli evidenti, ce ne sono tanti criptici. Lo abbiamo visto anche col M5S nel decreto che hanno fatto, emendamenti a favore della Casaleggio associati ce n’erano parecchi e ognuno ha tirato acqua al suo mulino. Chi è senza peccato scagli la prima, la seconda e la terza pietra. Il M5S comincia a sentire il fiato sul collo dei partiti tradizionali, torna a preoccuparsi di Silvio Berlusconi. E’ evidente il tentativo del M5S di riprendersi un consenso irrimediabilmente perso come dimostrano gli ultimi sondaggi. Si ha la percezione di un fallimento, l’inaffidabilità di coloro che si propongono come alternativa ai partiti tradizionali sta determinando il calo di consensi. Non è un caso che tanti di sinistra dicano: quando c’era Berlusconi si stava meglio. E a questo grido un po’ vintage, il M5S risponde così. C’è nostalgia di partiti con cultura politica, di persone che abbiano un minimo di stabilità e non si lancino in una politica del consenso priva di contenuti”.

Alcune trasmissioni Mediaset hanno favorito Lega e M5S? “E’ ovvio che quando devi tirare su le reti, coloro che programmano queste trasmissioni non ci vanno tanto per il sottile, si pongono il problema dell’audience più che degli effetti che il programma potrà avere. Devo dire che le reti Mediaset, con qualche trasmissione, hanno fatto il gioco dei populisti e dei sovranisti”.

Sul ddl spazzacorrotti che secondo Berlusconi è pericolosissimo. “Le leggi non si definiscono con le parolacce, spazzacorrotti è una parolaccia dal punto di vista giuridico. Nel nostro Paese si è corrotti dopo il terzo grado di giudizio, ma il M5S fa marameo del garantismo. Questa legge ha il tema gravissimo delle pene accessorie definitive ed eterne, nel nostro sistema le pene devono essere rieducative, la pena eterna, peraltro accessoria, è una barbarie. Poi la fine della prescrizione dopo il primo grado di giudizio. Spazzacorrotti cosa significa? Dare il potere alla giustizia penale di avere per l’eternità il cittadino tra le sue mani? Poi c’è un’altra questione. Lo stesso che ha fatto una proposta corruttiva, può andare a denunciare quello che ha accettato e lui se la cava mentre l’altro è fottuto”.

D’Uva dice: tratteremo i corrotti come i mafiosi. “Il nostro è un sistema con presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva, il M5S propone il contrario: la presunzione di colpevolezza fino a sentenza definitiva. Hanno ribaltato il principio costituzionale. Tutti mafiosi, tutti corrotti, tutti delinquenti. Corriamo il rischio dell’iniezione di un virus di incostituzionalità a cui poi difficilmente si potrà porre rimedio. Nel nostro sistema le responsabilità sono personali. Poi c’è il tema della pevenzione e quello della repressione. Maggiori controlli, su questo sono d’accordo, ma non sul decuplicare le pene, colpire i cittadini prima ancora che entrino nelle aule di giustizie. Per parafrasare Obama: il peggio deve ancora venire. La corruzione va combattuta con gli antidoti giusti: prevenzione, controlli, non certo con il giustizialismo sfrenato”.

Sul ministro Bonafede. “Sono affranto per il nostro sistema. Se Bonafede è in linea con la sua genesi di avvocato? No, credo sia preda dell’ebbrezza giustizialista del M5S”.

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