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Il no intransigente di Salvini all’attracco di Open Arms nei porti italiani

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Vietato lo sbarco di un contingente di immigrati dalla nave Open Arms che dopo il rifiuto di Malta e Italia si sta ora dirigendo verso un porto spagnolo

di Monica Montanaro

Ancora emergenza migranti nell’area del Mediterraneo, da alcuni giorni si aggirano nelle acque internazionali due navi che fanno riferimento a due Ong: una è la Open Arms che venerdì scorso ha effettuato un salvataggio di circa 300 migranti da tre barconi in condizioni precarie al largo delle coste della Libia, i responsabili dell’equipaggio dopo ore di diatriba con i governi di Malta e dell’Italia, al centro della querelle la richiesta di entrare in uno dei porti dei due Paesi per effettuare lo sbarco di massa degli immigrati libici che trasportano, si è visto rivolto un diniego secco, attualmente la nave si sta dirigendo verso le coste della Spagna e precisamente presso il porto di Algeciras; l’altra nave è la Sea-Watch 3 facente capo all’omonima Ong di competenza territoriale tedesca, anch’essa nelle giornata di ieri è andata in soccorso ad un gruppo di migranti in condizioni di pericolo in mare che transitavano su un gommone improvvisato, salvando 33 persone straniere, ma ancora in queste ore è in una situazione di stallo non avendo ricevuto alcun benestare da uno Stato per il suo attracco in un “porto sicuro”.

Dunque la Open Arms di proprietà della Ong spagnola Proactiva Open Arms si e aggiudicata un porto di destinazione ossia quello di Algeciras, una città spagnola situata lunga la costa vicino a Gibilterra, da quando sabato scorso impegnata nel reperimento di un porto sicuro cui poter attraccare si era vista ricevere un diniego incontrovertibile sia da Malta che dall’Italia, la situazione si era sbloccata solamente nella stessa serata di sabato nel momento in cui la Spagna ha rilasciato il suo assenso all’ingresso nel suo porto.

Nonostante Malta avesse negato la disponibilità ad ospitare la nave spagnola nella sua territorialità,  non si era tirata indietro invece davanti all’urgenza di una situazione legata allo stato di salute di alcuni migranti soggiornanti sulla stessa, specificamente una mamma con un neonato di appena tre giorni di vita che versavano in condizioni difficili e a rischio, cosicché  il governo maltese ha acconsentito all’invio dei soccorsi sanitari tramite un elicottero che ha prelevato madre e figlio due notti fa conducendoli presso la struttura ospedaliera per ricevere ricovero e cure.

Lo stesso dicasi per l’Italia, fermo restando il rifiuto del ministro dell’Interno Salvini all’entrata della nave Ong spagnola in uno dei porti italiani, lo stesso ministro però non ha esitato alcunché a prestare soccorso ad un ragazzo di origini somale, Emran di 14 nni di età, il quale dopo diverse  vicissitudini avvenute sul suolo africano in cui aveva attraversato vari territori per giungere sino in Libia dove era stato torturato nei centri di detenzione e per questo versava in uno stato fisico e di salute alquanto compromessi. Il ministro Salvini ha autorizzato l’invio di soccorsi della Guardia costiera italiana la quale ieri ha prelevato con una sua motovedetta il ragazzo somalo e lo ha condotto presso il centro di Lampedusa per ricevere aiuto e le adeguate cure.

La nave Open Arms per giungere al porto spagnolo ha ancora 4 giorni di navigazione da effettuare ed attualmente ospita 310 migranti a bordo meno i 3 sbarcati a Malta e in Sicilia, Italia, dunque considerato i giorni ancora di attraversamento in mare ha reclamato aiuti e diramato un appello richiedendo viveri, medicinali, coperte per rimpinguare le scorte a bordo che stanno esaurendosi. La risposta affermativa è giunta dalla stessa Spagna, Paese di destinazione della nave che ha inviato in soccorso la Astral, il veliero appartenente alla Proactiva Open Arms, che nella giornata odierna incrocerà la Open Arms apportandole aiuto e scortandola nel porto sicuro di Algeciras.

La situazione della Sea-Watch 3 è più complicata trovandosi ancora in pieno mare aperto nei pressi del canale di Sicilia con a bordo i 33 migranti salvati nella giornata di sabato, versa in una condizione di stallo non ricevendo accoglienza ed apertura da nessuno Stato a cui ha richiesto sossorso in un proprio “Pos” per la manovra di attracco e per procedere allo sbarco dei superstiti. Per prima l’Italia attraverso la figura istituzionale del ministro dell’Interno Salvini ha ribadito il suo no assoluto, asserendolo con tale comunicato: “Sea Watch 3, altra nave di un’altra Ong (bandiera olandese) chiede di portare in Italia decine di immigrati. La mia risposta non cambia: i porti italiani sono chiusi, stop al traffico di esseri umani!”.

I dirigenti della Ong responsabili della Sea Watch valutando le condizioni precarie di navigazione della sua nave ha emesso un comunicato fungendo da appello al governo della Germania finalizzato al reclamo dei debiti aiuti. L’appello esplicitato da Philipp Hahn, nel ruolo di capo delle operazioni della Sea-Watch, al suo stesso Paese enuclea detto contenuto: “Per martedì al massimo si aspettano previsioni meteo in peggioramento, per evitare rischi per le persone salvate  facciamo appello al governo tedesco per trovare una soluzione prima di Natale”.

Da mesi ormai si protrae lo scontro diretto e duro senza esclusione di colpi tra le Ong fautrici di un umanitarismo esasperato da esibire a piè sospinto, autoproclamandosi salvatori dell’umanità ferita e umiliata, depositari di un filantropismo assolutista, e dall’altro il ministro dell’Interno italiano Matteo Salvini che ha proclamato la fine del lucroso affare degli immigrati a tutto vantaggio delle Ong presunte organizzazioni di carattere umanitario e dalla discutibile prassi operativa, una guerra che progressivamente sta risultando vincente in seno al capo del Viminale.

Una guerra a colpi di tweets e parole infuocate come quelle emesse dal fondatore della Ong Open Arms, Oscar Camps, il quale spudoratamente e insensibilmente ha dichiarato nei confronti del ministro Salvini attaccandolo: “Matteo Salvini, la tua retorica e il tuo messaggio, come tutto in questa vita finirà. Pero sappi che tra qualche decennio i tuoi discendenti si vergogneranno di ciò che fai e che dici”.

Ma il ministro in carica Matteo Salvini non demorde  e continua imperterrito a predicare fiero: “La pacchia è davvero finita”.

Un pensiero riguardo “Il no intransigente di Salvini all’attracco di Open Arms nei porti italiani

  • 26 Dicembre 2018 in 13:58
    Permalink

    Ma come? Non ci prendiamo e non manteniamo queste altre centinaia di risorse, portatori di cultura, pagatori di pensione ed incrementatori di popolazione, che onestamente vogliono entrare di prepotenza in Italia? Ma che spreco!

    Risposta

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