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Riflessioni e attualità del Relativismo, fondamentalismo e integrismo di Umberto Eco

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FIRENZE – Il periodo Natalizio e i bilanci di fine anno con le relative pause più o meno festeggiate, lasciano spazi a dibattiti su alcuni fondamentali del Pensiero, che talvolta..spesso, sotto le pressioni della quotidianità, rimuoviamo o proprio dimentichiamo, per esserne poi vittime, quando qualche giovanotto integralista o fondamentalista non ci guasta le feste come a Nizza, Parigi, di recente al mercatino di Natale di Strasburgo e nelle ultime ore al Ministero degli Esteri di Tripoli, armato dalla mano invisibile della „Guerra Santa“ dei vari registi dell’Integralismo vario e troppo spesso avariato (da contaminazioni non troppo religiose, ma talvolta temporalissime…).

Ripensando al NOVECENTO, va osservato come gli integralismi e i fondamentalismi abbiano assunto molti volti, da quello Cattolico contro quello Protestante che tanto sangue ha versato in Irlanda del Nord, alle non allegre stragi naziste di ebrei e di oppositori al dominio ariano, che poco cristianamente si voleva imporre all’Europa e al mondo intero, al terrore staliniano (che di comunista ebbe poco ) che competè per intensità di violenza irrazionale e sangue versato, con le imprese dei seguaci di Hitler armati da un fondamentalismo che ancora non è stato studiato fino in fondo trasformando una delle idee di libertà e uguaglianza più illuminate, in uno stato di povertà e di illiberalità, figli di un malcelato fondamentalismo comunista, che comunque già Nietzsche aveva previsto nella sua deriva pauperistica con una sua nota profetica sui risultati dell’esperimento sovietico che vi riporto https://www.vglobale.it/2015/07/19/la-grecia-l-europa-e-il-nodo-stato-mercato/

Sulla deriva nazista, che sarà bene non dimenticare o rimuovere e non solo tra i tedeschi, c’è stato un dibattito di recente che è utile rileggere promosso benemeritamente ancora una volta dall’Espresso, http://www.geminiworld.it/news/2017/07/09/heidegger-nietzsche-due-storici-del-nazismo/ che immodestamente avevo ripreso mentre bazzicavo tra coloro che sono sospesi tra un viaggio stupefacente autorizzato e un viaggio illegale, in fuga da una realtà difficile da vivere e da gestire per tanti uomini e donne che non hanno la capacità di organizzarsi in modo efficiente e diventano vittime di se stessi e di una società non sempre capace di aiutarli a risalire a livelli superiori di vita, anche quando si trattava di giovani senza problemi economico sociali particolari, come il giovane Edoardo che transitò da erede dell’Impero Agnelli a tossico suicida.

Temi questi al centro della riflessione quotidiana, con rischi di polarizzazioni pericolose, che traspaiono nei talkshow televisivi e nella durezza degli interventi moralistici contro il crimine e contro coloro che cederebbero alla ricchezza facile, alla corruzione dei costumi e dell’economia, in uno slancio giustizialista talvolta paradossale e paralizzante, come accade qualche volta anche nelle attività delle Procure della Repubblica http://www.corrierenazionale.net/2018/12/22/il-presidente-della-regione-calabria-e-stato-gia-condannato-o-no/ che si fanno prendere la mano nelle attività di Giustizia, portando di fatto in un combinato disposto micidiale, alla paralisi dello Stato, in uno SCIOPERO BIANCO di cui vediamo le prime avvisaglie strutturate nell’amministrazione Raggi nella Capitale, passata dalla Mafia all’amatriciana di Buzzi e dei tutto fare alla Marra, al grande SCIOPERO BIANCO dell’Amministrazione romana, immersa nella spazzature e nelle buche contro cui si vorrebbe schierare il Genio Militare…..

DELLA LOTTA AL CRIMINE a 360 gradi si è parlato a Prato ricordando il piccolo straniero nato a Betlemme 2018 anni fa

Una nascita critica con un destino ancora più critico che ci deve fare riflettere ancora sugli errori e gli orrori giudiziari che si ripetono sempre più numerosi come riferito dai criminologi interventuti come Cosimo Lore

http://www.scienzemedicolegali.it/documenti/lore-volumi-giuffre.pdf

Direttore del Gruppo di Scienze Medico Legali e Forensi, Giampiero Pileggi avvocato del Foro di Prato, Eraldo Stefani avvocato del Foro di Firenze Console Onorario del Senegal e studioso delle indagini difensive che sono troppo spesso svilite e soggette allo strapotere dell’accusa che in teoria dovrebbe stare alla pari delle difese Codice dell’indagine difensiva penale. https://www.amazon.it/dellindagine-difensiva-Commentato-giurisprudenza-deontologia/dp/8814162670/ref=sr_1_3/261-1545146-7298459?ie=UTF8&qid=1542556343&sr=8-3&keywords=eraldo+stefani .

Interventi alleviati dalla musica al Violoncello di Anton Marashi che ha aperto i lavori e dagli interventi di Monsignor Andrea Bellandi Vicario Generale della Arcidiocesi di Firenze e del Prof. George Ndumba Rettore dell’Università di MBANDAKA nella Repubblica democratica del Congo che ha affrontato il tema irrisolto dell’IDENTITA’ AFRICANA E DI QUELLA UNIVERSALE NELLA CRESCITA ETICA E GIURIDICA DELL’UOMO MODERNO di cui trovate un anticipo su Facebook e che troverete nella versione integrale di due ore di dibattito a breve su Radio Radicale. Due interventi medici di qualche interesse quelli di Vat Marashi Presidente della Diaspora Albanese www.rida-italia.it e di Vincenzo Valenzi che ricorda l’asimmetria dell’applicazione della legge, troppo spesso forte con i deboli e deboluccia con i forti.

Temi su cui occorrerà riflettere senza urlare troppo, alla ricerca di nuovi equilibri sociali e di giustizia nel Bel Paese e nei tribunali internazionali dove ancora di più si notano queste asimmetrie, quando le sentenze sono piegate agli interessi degli Stati Forti che fanno e disfanno la legge a loro uso e consumo, in barba alla morale , alle leggi e al futuro della pace mondiale,sull’altare del Potere e delle ricchezze altrui, che allegramente si continuano a depredare con nuove forme coloniali, che poco hanno da invidiare a quelle pre liberazione dal colonialismo, che deve ancora arrivare nella sua forma reale e legittima.

Sant’Arcangelo Trimonte 26 dicembre 2018 Vincenzo Valenzi

Mail priva di virus. www.avast.com

Il giorno sab 22 dic 2018 alle ore 10:20 vincenzo valenzi <vinvalenzi@gmail.com> ha scritto:
IL PRESIDENTE DELLA REGIONE CALABRIA E’ STATO GIA’ CONDANNATO …. O NO?https://www.corriere.it/cronache/18_dicembre_17/appalti-obbligo-dimora-il-governatore-calabria-oliverio-035d8bac-01d5-11e9-bf79-927a790c292e.shtml

Non è chiaro se Gerardo Mario Oliverio sia già stato condannato o se anche per lui dovrebbe valere la presunzione id innocenza fino al terzo grado di giudizio, anche se a sentire giornali e televisioni in prima serata, le colpe e le relative prove di cui si sarebbe macchiato (che dovrebbero essere coperte da segreto istruttorio ..) appaiono gravi, anche se qualche opacità si intravede, come in altre inchieste dove le le condanne di fatto vengono emesse durante le Conferenze Stampa spettacolari, che poco sanno di Giustizia e molto di Colosseo con i Leoni e i predestinati a una fine ingloriosa.

Quando poi i protagonisti di queste imprese ascendono nell’agone politico, si avverte la triste sensazione che nell’agire non si sia sempre e solo ispirati dalla sete di giustizia e che ci sia qualche contaminazione politica nell’agire giudiziario, come accadde nelle inchieste contro l’attuale sindaco di Benevento allora Ministro della Giustizia Clemente Mastella, che a seguito delle inchieste di Luigi De Magistris si dimise da Ministro della Giustizia e a distanza di molti anni è stato assolto https://www.avvenire.it/attualita/pagine/assolto-ma-volevano-arrestarmi

Così forse una maggiore prudenza e meno spettacolarizzazione dell’attività Giudiziaria non guasterebbero, come quel riserbo che dovrebbe caratterizzare inchieste in corso, sia per evitare la Fuga di Notizie, che possono essere usate dai criminali per sfuggire alla Giustizia, che per evitare di danneggiare persone indagate, ancora neanche imputate, che potrebbero essere alla fine della fiera innocenti, come nel caso di Clemente Mastella citato, ma anche di migliaia di imputati riconosciuti poi innocenti.

Anche nel caso dei cosiddeetti “Appalti pilotati” e le indagini a carico del Presidente della Regione Calabria con l’obbligo di dimora dello stesso nel suo paesello d’origine, qualche perplessità nella conduzione televisiva la produce, come ha scritto l’avv. Giampaolo Catanzariti in uno dei pochi commenti fuori dal coro, che è utile rileggere integralmente:

“Il Manifesto di Mezzogiorno in Movimento iniziava proprio così “La Calabria non è una regione normale…..”

In effetti….può dirsi normale una regione che ha visto un Presidente in carica, Giuseppe Scopelliti, disarcionato da iniziative giudiziarie e costretto alle dimissioni? Ed il suo successore, Mario Oliverio, oggi al domicilio coatto per un abuso d’ufficio ed altro (così pare)?

Mi sarebbe piaciuto vedere Scopelliti sconfessato, alla fine del suo mandato regionale, dal suo partito o sonoramente bocciato dagli elettori capaci di scelte e giudizi politico-amministrativi o ancora trionfante per il suo “buon governo”. Mi piacerebbe vedere Mario Oliverio accantonato, per giudizio di incapacità politica, dal suo partito oppure vederlo battuto da un suo competitor alle prossime elezioni regionali o anche egli, per l’ennesima volta, trionfante nelle urne…..

Invece no. In Calabria ciò che è “classe politica” non ha alcuna possibilità di uscire, come altrove, sconfitta o vincente dalle urne….Esiste un giudizio anticipato. Strillato dai media, rilanciato dal web……….

Non mi interessa sapere oggi cosa ci sia di vero o cosa ci sia di strampalato nell’inchiesta ancora agli albori….Semmai ci sarà un processo nelle sedi previste dalla nostra Costituzione e se a qualcuno, tra un lustro circa, interesserà mai un giudizio secondo le regole del “giusto processo” (mi pare sia ancora in vigore l’art. 111 nella Costituzione anche se le proposte salvifiche di illuminate e sbrigative menti vorrebbero svuotare con leggi ordinarie nel nome della “lotta al

la mafia o al malaffare”) avremo un esito, comunque sempre opinabile al di là della sua formale e legale definitività.

Mi preme però rimarcare ciò che viene fuori dalle iniziative “strillate” o rafforzate da stralci di conversazioni intercettate, montate con video riprese ad effetto (dal processo telematico al processo scenografico)……Sembra una chiara indicazione: “Da noi è tutto marcio”…..Tutto, tranne pochi immacolati, puri o “eletti” (domani forse eleggibili?) chiamati a liberare la nostra regione dai “loschi figuri”….

E’ proprio così….non siamo una regione normale…. e difficilmente lo diverremo perché avremo sempre bisogno di un Torquemada che ci indichi la retta via….

Avanti un altro!

La democrazia può attendere…per adesso si gioca alla morra!”

In un Paese con oltre centomila leggi circolari ecc. che spesso confliggono tra loro , il rischio di restare impigliati in qualsiasi ombra giudiziaria (più o meno opportunamente illuminata dai rifletteri televisivi ), producendo quando si osservano tutte le norme il cosiddetto SCIOPERO BIANCO, praticato in settori sensibili della Pubblica amministrazione quando non si sciopera di fatto ma si decide di applicare tutte le norme pedissequamente.

La sensazione che la Sindaca Raggi e i romani siano vittime di questo SCIOPERO BIANCO è grande, e come osserviamo anche quando a livello nazionale, si forza la mano, e osserviamo che ci sono vari magistrati che, su taluni comportamenti rilevanti socialmente e politicamente anche di rilevanza per la SICUREZZA NAZIONALE, PRENDONO PIU’ O MENO ALLEGRAMENTE, POSIZIONI OPPOSTE QUANTO SPARATE IN PRIMA PAGINA E IN PRIMA SERATA SULLE TV, con effetti talvolta critici per le Istituzioni come nel Caso della Nave Diciotti.

Una riflessione si impone, con un programma di Riforma dello Stato e delle Leggi che miri all’obbiettivo comune ai vari Governi degli Ultimi decenni di Semplificazione delle Leggi che debbono essere chiare praticabili ed efficaci… e al Servizio del CITTADINO SOVRANO e della Società.

Si riuscirà a tanto .. che poi è praticato senza grandi difficoltà nei paesi piccoli e grandi oltralpe?

A tal fine, che mi pare di capire sia condiviso dai più, a parte dai criminali incalliti, ai vari livelli non necessariamente calabresi, ma talvolta molto altolocati e molto ricchi, sarà bene nella legittima attività di Governo e di Opposizione, convergere su buoni programmi di riforma che possibilmente è bene che siano ponderati e valutati valendosi delle competenze degli esperti e delle esperienze degli altri Paesi che hanno già realizzato progressi nella semplificazione e nell’efficientamento della Giustizia. Evitando se possibile festeggiamenti e sceneggiate, di cui in molti hanno avuto modo di ripensare dolorosamente, quando le corde si sono strette al loro collo, non sempre a ragione, come capita nei processi sommari da Far West, a cui comunque continuiamo ad assistere anche nel nostro moderno far west televisivo.

Vincenzo Valenzi

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